Roma, Lazio e Parma: Europa addio?

MILANO.E' cominciato il conto alla rovescia. Mancano sei giorni al 31 marzo, ultima data utile per iscrivere le società di calcio alle prossime Coppe europee, ma la situazione di alcun club italiani è in alto mare.
Va detto che la scadenza Uefa era stata fissata, inizialmente, per fine febbraio e poi erano state le richieste dell'Italia a farla slittare. Ma questo mese è trascorso (quasi) senza novità di rilievo per Roma, Lazio e Parma, le società che, per posizione di classifica, potrebbero iscriversi alle Coppe.
Una delle condizioni è che le società non abbiano debiti con il Fisco e abbiano i bilanci certificati. Ebbene, nessuna delle tre rispetta queste condizioni. La Roma deve al Fisco 106,6 milioni di euro e la questione, abbiamo visto, è nelle mani del governo. Ma non sono questi gli unici debiti del club di Franco Sensi. Infatti i debiti complessivi della società giallorossa ammontano a 314,9 milioni di euro (oltre 600 miliardi di lire). La posizione finanziaria netta della società è dichiarata positiva per 6,4 milioni, ma nella relazione semestrale viene spiegato che «tale situazione è solo apparentemente positiva poichè nel capitale di funzionamento sono compresi debiti verso fornitori, verso erario e verso personale, scaduti anche da lungo tempo, per un ammontare complessivo di circa 188 milioni di euro». Alla Roma servono 30 milioni di euro entro lunedi (quando mancheranno solo due giorni al 31 marzo) e ieri in Borsa il titolo ha perso ancora: -1,88% a 1,25 euro.
La questione è altrettanto complessa per la Lazio che ha debiti complessivi per 378,4 milioni di euro (oltre 700 miliardi di lire). Come per la Roma non può vantare la certificazione sul bilancio 2003. A Formello i creditori bussano alla porta. Il 'Valencia Club de Futbol" che negli anni scorsi aveva ceduto alla Lazio il giocatore Gaiza Mendieta, aspetta ancora le rate scadute e ha presentato due ricorsi al tribunale di Roma. La Lazio si è opposta, ma il tribunale le ha dato torto. E sempre il Valencia, tramite l'Uefa, ha chiesto il sequestro degli introiti derivanti alla Lazio dalla partecipazione alla Champions League.
La Lazio, inoltre, ha deliberato a gennaio un aumento di capitale da 150 milioni di euro, ma la società non riesce a convincere le banche a formare un consorzio che possa sottoscriverne almeno una quota.
Pesante anche la situazione del Parma dove l'azionista di controllo (con oltre il 98 per cento delle azioni) è la Parmalat. Il Parma deve al Fisco 50 milioni. Nel piano del commissario di Parmalat, Enrico Bondi (nominato anche presidente del Parma calcio) c'è la vendita della società sportiva.
G.F.