La «super-macchina» che cura i tumori
PAVIA. Sarà la «super-macchina» per la cura dei tumori. Verrà utilizzata anche per altre ricerche, tra cui quelle relative alla «sperimentazione di metodi innovativi di propulsione spaziale». Il sistema sarà realizzato all'interno del Centro nazionale di adroterapia oncologica: una struttura unica in Italia, che sorgerà a Pavia. Ieri mattina, in Rettorato, è stato firmato l'accordo tra Università e Fondazione Cnao.
Oltre al rettore Roberto Schmid e ad Erminio Borloni (presidente della Fondazione Cnao), erano presenti alla cerimonia anche il commissario Giovanni Azzaretti (il San Matteo svolge un ruolo fondamentale nell'operazione), il sindaco Andrea Albergati, il prefetto Domenico Gorgoglione, il professor Elio Calligarich (dell'Istituto nazionale di fisica nucleare) ed il prorettore Giorgio Goggi (delegato per la ricerca). La convenzione stabilisce che l'Università di Pavia «fornirà supporto al Cnao per lo sviluppo e l'aggiornamento continuo della tecnologia per il Centro». In particolare si impegnerà ad un'attività di ricerca applicata riguardante: «lo sviluppo, la realizzazione e la sperimentazione del sistema elettrico di alimentazione; lo sviluppo, la realizzazione e la sperimentazione di sistemi innovativi ed apparecchiature speciali per l'alimentazione delle macchine». Il Cnao collaborerà con l'Università per la realizzazione di un «centro di ricerca integrato avente lo scopo di sviluppare le applicazioni di fasci di particelle cariche e neutre, in particolare le attività connesse con: le misure di grandezze fondamentali di fisica nucleare; la produzione di radioisotopi; le ricerche volte alla sperimentazione di metodi innovativi di propulsione spaziale; lo svilupppo delle tecnologie nucleari nel settore dei beni culturali; lo sviluppo delle ricerche nel settore della scienza dei materiali». L'Università svolgerà in collaborazione con il Cnao «ricerca di base e applicata nel settore della radiobiologia». A questo scopo il Centro nazionale di adroterapia oncologica «renderà disponibile la macchina acceleratrice e le opportune strutture nei limiti e con i vincoli delle finalità istituzionali del Cnao».
«Pavia sarà dotata di una struttura unica in Italia - ha commentato il rettore -. Grazie all'impegno comune di Università, San Matteo ed Infn diventeremo un punto di riferimento non solo per l'adroterapia, ma anche per la medicina nucleare ed altri progetti: penso anche al 'motore spaziale" ideato da Rubbia. Non dimentichiamo inoltre che il Ministero ci ha assegnato ufficialmente la sperimentazione medica per la terapia attraverso il Bnct, che prevede l'espianto temporaneo del fegato ed il suo irraggiamento con il reattore nucleare».
Borloni si è soffermato sui tempi di realizzazione del Centro nazionale di adroterapia oncologica. «Siamo perfettamente in linea con il piano che avevamo presentato nel gennaio 2003 - ha dichiarato il presidente della Fondazione Cnao -. In autunno, salvo imprevisti e non augurabili intoppi burocratici, verrà aperto il cantiere. Fra tre anni e mezzo, il 1 ottobre del 2007, il Centro sarà pronto ad accogliere il suo primo paziente». Restano però alcuni problemi da risolvere. «Prima di tutto va definita la disponibilità del terreno - ha spiegato Borloni -. E' già avviata la procedura con Regione e Conferenza dei Servizi: mi auguro che non subentrino ostacoli burocratici. Poi c'è la questione delle risorse finanziarie. A tutt'oggi abbiamo a disposizione 42 milioni di euro: 35 dallo Stato, 5 dalla Fondazione Cariplo e 2 dalla Fondazione Banca del Monte. Per completare l'opera serviranno altri 20 milioni».