Truffato da Parmalat sequestra il bus
TREVISO.Dice di aver agito per protestare contro la Parmalat dalla quale si sente truffato, assieme a «tutti i cittadini italiani», il sessantaduenne di Paese (in provincia di Treviso), Lino Gnata, che, armato di un coltello da cucina, ha sequestrato per circa mezz'ora a Treviso i passeggeri di un pullman in partenza per Venezia, provocando lo svenimento di una donna e uno stato di choc a un'altra. Alla fine, è stato immobilizzato da due agenti di polizia e portato in carcere. Il guidatore del pullman, rendendosi conto della delicatezza della situazione, ha finto di assecondare il sequestratore e ha finto anche di chiamare il vicesindaco. In realtà ha telefonato con il cellulare alle forze dell'ordine. Un poliziotto ha colpito Gnata con un pugno e l'ha disarmato. L'ex patron della Parmalat, Calisto, Tanzi ieri è stato interrogato per cinque ore, fino alle 20, nell'ospedale Maggiore di Parma dal procuratore capo di Parma Vito Zincani. Al centro dell'attenzione ancora una volta il rapporto fra Parmalat e gli istituti di credito. Infine, l'ex capo del governo, Dini sostiene di non aver mai ottenuto finanziamenti o favori da Parmalat e che il rapporto fra l'impresa di Tanzi e la sua attuale moglie risale al 1983-84, quando la signora Zingone non era ancora la signora Dini.