Prefetto e questore: dovevamo decidere noi

ROMA.Il giudice sportivo decide oggi sul derby Lazio-Roma. E decide anche le sanzioni alle due squadre, cadute nella trappola dei teppisti delle curve.
Ma soprattutto il giudice sportivo decide se il comportamento di Adriano Galliani, presidente della Lega Calcio, sia stato corretto o meno.
Adriano Galliani, nell'incertezza generale, nell'indecisione dell'arbitro, ha tagliato corto e deciso di sospendere Roma-Lazio, domenica sera.
Il prefetto Achille Serra e il questore Nicola Cavaliere erano di parere diverso. E la legge assegna al prefetto il potere di decidere o meno se un avvenimento sportivo deve andare avanti o meno. Questo, con garbo, al presidente della Lega è stato fatto notare.
In più lo ha ribadito il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu nel vertice di ieri sera a Palazzo Chigi con il Coni e la Federazione gioco calcio, riunito per decidere sul decreto salva-calcio al di là delle pressioni degli ultrà.
Maurizio Laudi, il giudice sportivo chiamato a decidere sulla vicenda, è stato ieri nella sede della Lega Calcio per il consueto esame dei rapporti arbitrali. C'è molta attesa per quel che deciderà. Sulla base del rapporto dell'arbitro Rosetti, Laudi potrebbe comminare sanzioni che possono arrivare fino a pesanti ammende e alla squalifica del campo sia per Lazio sia per la Roma per il comportamento dei rispettivi tifosi (presenti sul terreno di gioco, dove non dovevano esserci).
Nella serata di follia dell'Olimpico, infatti, si sono visti molti tifosi a bordo campo, soprattutto dietro le porte.
Presenze del tutto vietate dal regolamento ma consuete negli stadi, secondo le testimonianze a caldo raccolte durante la Domenica Sportiva di domenica sera. Difficile, comunque, scegliere la data del recupero. Nelle prossime settimane il calendario del calcio è molto fitto. Se la Roma va avanti in coppa Uefa, si calcola, non ci sarà possibilità di recuperare fino alla fine di maggio. Ma non è questo che interessa chi è rimasto deluso dalla sospensione di domenica. I tifosi vogliono sapere se il recupero si giocherà a porte aperte o no. I sindacati di polizia preferirebbero gli spalti vuoti.
Contrario il mondo dello sport, sarebbe come punire i «tifosi corretti», avverte Ugo Longo, presidente della Lazio, impegnato a traghettare la squadra oltre il profondo rosso dei debiti con Capitalia. Longo, secondo alcui osservatori, sarebbe il meno ascoltato e il più sotto attacco dagli ultrà.
Si capisce cosi il suo appello in favore dei tifosi corretti.
L.V.