Forza Italia incorona Bruni

PAVIA. Sorprese non ce ne potevano essere. Sulla candidatura di Sandro Bruni come coordinatore provinciale di Forza Italia era stato raggiunto, a denti stretti, un accordo tra le componenti del partito. E sorprese non ci sono state nemmeno negli interventi, eccetto quello del senatore Luigi Fabbri, che era anche il coordinatore provinciale in carica. I numeri dicono che la lista unica abbinata a Bruni ha ottenuto 1.049 voti, in un congresso che ha visto una notevole partecipazione. La sala dell'Annunciata, almeno all'inizio della mattinata, era piena di gente.
Nel coordinamento provinciale entrano Carlo Chiriaco, Dario Invernizzi, Ruggero Invernizzi, Graziano Leonardelli, Stefano Leva, Giampiero Rocca, Camillo Schiantarelli e Delio Todeschini.
Bruni, che negli ultimi giorni ha bruciato il papabile Graziano Leonardelli, raccoglie l'applauso del congresso, chiamato un po' a sorpresa da Paolino Bertorelli (Udc). E risponde con enfasi evangelica: «Sono un chiamato della seconda ora, ma ho gli stessi diritti e doveri di quelli della prima ora, purché rispetti i patti che il padrone della vigna ha stabilito. Gesù disse che bisognava cominciare a dividere quello che si aveva, pani e pesci: e dunque ognuno deve iniziare a fare qualcosa. Per quanto mi riguarda, mi metterò al servizio degli altri». Scherza, l'ex sindaco di Pavia ed ex assessore regionale, sulla sua provata fede abelliana («Starò lontano da Abelli soltanto la sera»).
Da parte sua Giancarlo Abelli guida la lunga serie di interventi compiaciuti. «Cosa siamo? Siamo un partito che c'è - dice l'assessore regionale - Forza Italia era un bene rifugio, dov'erano confluite tante anime. La nostra età infantile è passata, ora siamo nell'età della maturità». La Casa delle libertà è frutto «del genio che l'ha ideata e costruita: gli inquilini possono cambiare, ma senza di lui non esisterebbe».
Nelle prime file, oltre a due terzi della giunta provinciale e ai consiglieri comunali si vede tra gli altri il consigliere regionale Massimo Guarischi, che dopo le disavventure giudiziarie sta cercando di guadagnarsi una candidatura all'Europarlamento (più tardi arriverà anche Mario Mauro, aspirante alla conferma a Bruxelles).
Per Poma, Forza Italia è «il partito della gente», mentre Beretta cita Sandro Bondi e punta sulla sua «radice popolare». Dal tavolo degli onorevoli - presieduto da Fabio Minoli - Domenico Contestabile invita all'unità, mentre De Ghislanzoni e Gastaldi elogiano Berlusconi e il partito.
A rompere l'idillio è, alla fine, Mauro Ghislandi, semplice iscritto: «Ho votato Lega nel '94, poi Ulivo, e l'ultima volta Forza Italia. Mi sono iscritto al partito perché volevo partecipare, dare il mio contributo. Sono deluso: quando ho chiesto se erano previsti momenti di aggregazione mi hanno risposto che c'era la festa di Forza Italia a Milano». Ma ormai in sala non c'è quasi più nessuno.