Condannata per le molestie

VOGHERA. Minacce al telefono e botte all'amante del marito. Per M.F., moglie tradita e abbandonata, ora anche la beffa di una condanna penale in tribunale: dovrà pagare mille euro di multa e risarcire la parte lesa, ovvero la rivale in amore spedita all'ospedale dopo la lite furibonda e l'aggressione avvenute davanti all'azienda di Montescano in cui lavoravano i due fedifraghi. Finisce cosi una vicenda boccaccesca che era iniziata nel 2000. Ma per l'imputata, una focosa trentunenne di origini argentine, poteva anche andare peggio: il giudice Daniela Garlaschelli, infatti, l'ha prosciolta da due dei tre capi di imputazione, quelli relativi alla diffamazione e alle ingiurie, riconoscendola colpevole soltanto per le molestie e le lesioni.
Lui, lei, l'altra. Un pericoloso triangolo, il sospetto di una relazione extraconiugale nata sul luogo di lavoro, le voci e le maldicenze che lo alimentano. M.F., rosa dalla gelosia, comincia a tempestare di telefonate la rivale, una trentenne vogherese. Chiamate anche a tarda sera, talvolta solo squilli o lunghi silenzi all'altro capo del filo. Finchè la donna decide di affrontare a viso aperto l'altra. La attende all'uscita dell'azienda di Montescano in cui lavora con il marito (anche lui di origini sudamericane). Sbraita e urla: «Ti ammazzo, tu da qui non te ne vai...». Poi la aggredisce: pugni, calci, schiaffi. Infine la scaraventa a terra. Una scena che si svolge sotto gli occhi allibiti dei colleghi. La giovane vogherese deve rivolgersi alle cure del più vicino Pronto soccorso: i medici la giudicano guaribile in una quindicina di giorni.
Parte, inevitabilmente, una denuncia. E da li si arriva al processo in tribunale, dopo che è fallito ogni tentativo di composizione amichevole della diatriba. La causa va avanti a singhiozzo, fra uno stillicidio di rinvii causati da un testimone recalcitrante. Infine la sentenza, in qualche modo salomonica. Colpevole si, M.F. ma per uno solo dei reati contestati. Nel frattempo, la donna e il marito si sono separati, lui ora se ne sta con l'ex amante divenuta sua convivente. Soddisfatto l'avvocato Luca Poggi, patrono di parte civile: «Alla fine, abbiamo ottenuto giustizia - sottolinea - ma senza alcuno spirito di vendetta o volontà di ritorsioni da parte della mia cliente. Tanto è vero che a lungo ha cercato un accordo che evitasse il processo, ma non c'è stato niente da fare». Alla parte lesa, altri mille euro di risarcimento.