Vaccinazioni contro la meningite
MILANO. I due bambini morti in provincia di Genova e un neonato deceduto a Belluno sono gli ultimi casi di meningite registrati nel nostro Paese che vanno ad aggiungersi ai 471 già contati dall'inizio dell'anno dall'Istituto Superiore di Sanità. E mentre tra le famiglie rischia di farsi strada la psicosi, scende in campo la Società italiana di pediatria.
«Fate vaccinare i vostri bambini, è l'unica forma di prevenzione». A lanciare l'appello è il presidente Giuseppe Saggese, direttore della Clinica Pediatrica dell'Università di Pisa. Sono tre i batteri responsabili della meningite: l'Emofilo, il Meningococco e il Pneumococco. E i casi aumentano ogni anno. «L'incidenza - spiega Saggese - è di circa 200 casi all'anno per le meningiti da Meningococco e da Pneumococco mentre quella da Emofilo è drasticamente diminuita da quando la vaccinazione è stata inserita tra quelle consigliate». Ma anche per Pneumococco e Meningococco esistono le vaccinazioni. «Si tratta di vaccini coniugati con proteine quindi altamente immunigeni e che non presentano rischi. E' consigliabile farle presto perchè queste forme colpiscono soprattutto nei primi anni di vita: l'anti-Meningococco può essere fatta già dopo il primo anno di vita e l'anti-Pneumococco già al terzo mese». La vaccinazione per il Meningococco è efficace però solo per il sottotipo C, che ha un incidenza del 40%, mentre non esiste un vaccino per il B che risulta più frequente. «In ogni caso - aggiunge Saggese - deve essere consigliata perchè il tipo C sta registrando un incremento di casi e le meningiti da Meningococco sono quelle che a Genova hanno portato al decesso di due bambini, sono forme fulminanti che nella maggior parte dei casi hanno esiti letali». E chi invece sopravvive rischia «dalla sordità al ritardo mentale alle convulsioni».
Queste vaccinazioni però spesso non vengono neppure consigliate dalle Asl. Quello che manca secondo i pediatri «è un'informazione capillare alle famiglie da parte delle Regioni» sulle vaccinazioni mentre di contro si assite a «un abuso di antibiotici» con costi tra l'altro ben più elevati.
Ma qualcosa si sta muovendo. Diverse Regioni hanno lanciato campagne informative e «a livello di commissione vaccini - annuncia il presidente della Sip - si sta preparando un nuovo calendario vaccinale che prevede anche quelle per Meniningocco e Pneumococco». C'è poi il problema dei costi. Non trattandosi di vaccinazioni obbligatorie, tranne i casi di particolari patologie, sono a carico delle famiglie e il ticket varia da Asl ad Asl: per l'anti-Pneumococco è di circa 48 euro per l'anti-meningococco va dai 35 ai 58 euro, ma in molti centri è possibile pagare la metà o averla gratis se il bambino frequenta un nido. «Stiamo lavorando - aggiunge Saggese - perchè nei loro programmi le Regioni introducano una partecipazione a queste spese». Ma i pediatri denunciano anche un'altra carenza: l'assenza in Italia di un'anagrafe vaccinale. «Serve una banca dati, un coordinamento per la prevenzione».