Caso-fonderia, Zangrandi attacca la Lega
PIEVE PORTO MORONE. «La Lega Nord si accorge solo dopo quattro anni che esiste un grave rischio per la salute e l'incolumità dei cittadini». Sulla Metalli Colombo si accende una nuova polemica politica. Ad innescarla, questa volta, è l'assessore al Territorio, Siro Zangrandi. Che dopo l'ennesima interpellanza al consiglio regionale, si scaglia contro il movimento di Bossi: «Dal 1999 il Comune e il comitato della Bassa si battono contro Provincia e Regione. Ora loro inoltrano un'interpellanza».
«A seguito della latitanza della Provincia nei controlli e della Regione nella valutazione dell'impatto ambientale, questa amministrazione ha formalmente denunciato la Regione presso la Commissione europea per la violazione della normativa comunitaria relativa all'applicazione della Dia».
«Ad oggi - prosegue - nè il Comune, nè il ministero dell'Ambiente, nè la Comissione europea hanno avuto la possibilità di visionare i verbali della procedura adottata dalla Regione, con la quale si sarebbe dovuto verificare l'impatto ambientale. I dubbi sull'esattezza di tale verifica, rafforzati dalla ostinata segretezza con cui la Regione non ne consente la visione, sono fondati su una serie di ragioni che vanno dal rischio idrogeologico alla particolare conformità del terreno, fino alla presenza su tutto il territorio di una prima ed unica falda a cui attingono tutti i pozzi della zona, compreso l'acquedotto comunale».
«Dopo circa quattro anni di manifestazioni e lotte - conclude Zangrandi - dopo processi contro i membri dell'associazione, la denuncia alla Comissione e via dicendo, il gruppo della Lega Nord propone un'interpellanza in consiglio regionale chiedendo se non sussista un rischio ambientale legato all'ubicazione dell'impianto. In altre parole, si accorge solo dopo quattro anni che esiste per Pieve Porto Morone un grave rischio per la salute e l'incolumità dei cittadini, proponendo un'interpellanza che scopre solo adesso il problema». «Tutto ciò - conclude l'assessore al Territorio - dimostra che dopo un totale disinteresse dal 1999 ad oggi, ora si svegliano in Regione come se l'impianto fosse stato autorizzato ieri, solo per cavalcare il momento delle elezioni. E magari, dopo giugno, tornare a disinteressarsene».(g.s.)