Delfinoni, si prepara lo scontro


CASORATE. Il Delfinoni torna a infiammare il Consiglio comunale. Sarà infatti la casa di riposo il piatto forte dell'assemblea di stasera. All'ordine del giorno ben due mozioni sull'argomento. La prima è del leghista (ed ex presidente) Edoardo Piacentini a proposito del bilancio, oggetto di un durissimo scontro politico. Mal calcolato e strumentalizzato, secondo Piacentini, dalla maggioranza per farne strumento di campagna elettorale. La seconda è di «Insieme per Casorate» ed è sul medesimo argomento.
Ma intanto, proprio alla vigilia della seduta, spunta una lettera aperta degli ex componenti del cda del Delfinoni. Che prendono posizione proprio sulla bagarre che si è scatenata attorno ai conti dell'ente negli ultimi mesi.
«Abbiamo appreso con soddisfazione, ma anche amarezza, quanto di nuovo è emerso sulla reale situazione finanziaria della casa di riposo dopo le nostre dimissioni nella primavera del 2003 e dopo il consiglio comunale aperto del novembre scorso - scrivono Elena Brianza, Marinella Corba Colombo e Angelo Savio, dando per la prima voce al loro rammarico - non avevamo mai avuto dubbi sulla veridicità del bilancio approvato, ma dopo la lettura della relazione e le critiche sollevate sul nostro operato ci siamo sentiti ingiustamente sotto accusa, considerando che durante i due anni del nostro incarico ci siamo impegnati giorno per giorno a risanare la situazione dell'ente come se fosse parte della nostra stessa famiglia. Troppi punti non concordano con quanto lasciato intendere dalla maggioranza ma adesso vogliamo risposte precise». «Come mai si è verificato un improvviso voltafaccia del sindaco alla vigilia dell'esternalizzazione (passaggio fondamentale per il risanamento dell'ente) che annullava tutte le sue precedenti dichiarazioni, sfiduciando il cda e spingendolo, di fatto, alle dimissioni? - si chiedono gli ex consiglieri - perchè due membri che hanno sempre condiviso tutte le scelte e che hanno coerentemente rassegnato le dimissioni con noi si trovano oggi nell'attuale direttivo (uno addirittura riveste la carica di presidente)? Come mai le soluzioni suggerite nella relazione di novembre rispecchiano esattamente quanto previsto dal nostro progetto, ma solo quest'ultimo è stato giudicato irrealizzabile da sindaco e maggioranza?».
«Come mai - è l'ultimo quesito - oggi è ritenuto preferibile attingere alle casse dell'ente Rho, evitando di affrontare i problemi del Delfinoni, quando al cda che ci ha preceduto (gestione Di Gangi) fu negato qualsiasi aiuto economico per garantire la sopravvivenza della casa di riposo?». «Noi abbiamo sempre sostenuto - dicono ancora i tre ex componenti - che il debito strutturale dell'ente ha cause e responsabilità ben precise che giungono dal passato: ma abbiamo anche aggiunto che far ricorso a provvedimenti-tampone esterni senza risolvere la questione alla radice è inutile, oltre che immorale. I cittadini non devono dimenticare che, prima del nostro arrivo, con interventi improvvisati è stato dilapidato tutto il patrimonio immobiliare della casa di riposo. La mancanza di coraggio ma ancora di più il timore che qualcun altro potesse risolvere certe problematiche scomode, stava diventando fonte di preoccupazione in vista delle prossime elezioni amministrative. Non si doveva, dunque, consentire a Piacentini di portare a termine l'incarico».
«Abbiamo potuto constatare che mentre qualcuno operava per il benessere degli ospiti - conclude la lettera - tenendo fuori dalla porta la politica, qualcun altro era interessato a tramare nell'ombra per i suoi interessi di potere. Senza pensare che a farne la spese sarebbero stati proprio gli anziani ospiti».
Nella mozione presentata invece dal capogruppo Bardelli si chiede al consiglio «di prendere atto dell'inerzia del cda dell'ente e di esortare gli assessori che fanno parte del direttivo ad accelerare le procedure e ridurre al minimo i tempi tecnici per il completamento della trasformazione in fondazione della casa di riposo».

Giovanni Scarpa