Pavia, la svolta a Lumezzane?


PAVIA. Lo abbiamo ripetuto fino alla noia in questi mesi: il Pavia non è affatto la peggiore squadra del girone A. E con una miglior gestione di risorse forse non eccezionali, ma comunque dignitose, la posizione di classifica ora sarebbe assai diversa. Altrimenti non si vince due volte con il Lumezzane, la seconda forza del girone A. Il gol di Rossini al settimo giro di lancetta di un recupero chilometrico è un segno del destino. Esattamente come quella vittoria per 3-0 ottenuta in autunno a Cittadella. Allora il Pavia aveva dilapidato tanta manna con un punto racimolato nelle successive partite interne contro Pisa e Pistoiese. Stavolta sprecare un simile assist non si può più. Due partite in casa con Novara e Cittadella, in mezzo la trasferta di Busto Arsizio: perdere ancora il filo del discorso sarebbe delittuoso.
Dopo 7 sconfitte in otto partite disputate nel 2004, gli azzurri in un colpo solo hanno vinto sul campo di una grande, hanno ritrovato Inacio goleador e hanno pure dato un colpo di spugna al fatalismo di cui erano ormai preda ogni qual volta gli avversari passavano in vantaggio. Il gol di Sinigaglia stavolta non ha tagliato le gambe al Pavia. Che con Bandirali e Inacio ha sorpassato una prima volta. Quando ancora Sinigaglia, durante il secondo minuto di recupero, ha realizzato il gol del 2-2 poteva finire li. Per non dire peggio. E invece Rossini, al secondo centro stagionale dopo il «numero» che ha matato il Padova a dicembre, con un tocco al velluto ha messo la palla là dove Borghetto non poteva arrivarci. Fa piacere vedere che per la seconda partita di seguito è stata schierata la difesa «a quattro», addirittura con l'inserimento di Zanardo - che potenzialmente fluidifica assai più di Todeschini - nel cuore della ripresa. Il Pavia ha bisogno come il pane di identità tattica e di continuità nell'applicazione del modulo. Buone notizie arrivano poi da Sciaccaluga e Ferretti, i due pezzi pregiati del mercato di gennaio che per infortuni e squalifiche non erano ancora stati schierati insieme dall'inizio. Peccato che l'ex Livorno sia stato espulso per doppia ammonizione (tra l'altro la seconda l'arbitro poteva risparmiarsela). E contro il Novara Torresani dovrà rinunciare a un'altra pedina importante come Inacio. Però è questo il momento di insistere, di pigiare sull'acceleratore, di gettare il cuore oltre l'ostacolo. Visto le altre? La Reggiana piccola piccola che aveva fatto bottino al Fortunati all'Epifania (mamma mia, che rabbia!) è andata allo sfascio in casa con l'Arezzo, il Varese è caduto a Cittadella con tanto di esonero per mister Sannino e Pro Patria e Torres hanno fatto pari e patta. Fa rumore il 4-1 esterno colto dal Prato a Pistoia, ma è anche il segno che in questo campionato nessun risultato è scritto in partenza. Questo è stato l'errore più grave e ricorrente degli azzurri: battezzare gli avversari, renderli più forti di quel che effettivamente sono, industriarsi nel predisporre marcature speciali senza acquisire in solidità difensiva e imbevendosi al contrario di timori e freni mentali. Pavia sempre ultimo, insieme alla Pro Patria. La terra promessa della salvezza senza passare dai play out è però a soli due punti (Torres a quota 26). Restano 9 partite. Al Pavia che torna «gasato» da Lumezzane consigliamo di mantenere viva la fiamma dell'entusiasmo. L'ingrediente che è spesso mancato in questa stagione. Domenica arriva il Novara. Se lo ricordano ancora Nordi e compagni chi vinse la volata appena un anno fa?

Stefano Pallaroni