Salerno: non sono un extracomunitario
Come ormai ben noto, insieme ai miei validissimi colleghi dell'Ospedale di Circolo di Varese, ho preso in cura presso il nostro presidio ospedaliero il ministro Umberto Bossi. Il fatto ha portato il mio nome alla ribalta della stampa e da alcuni giornali sono stato presentato come 'extracomunitario". Capisco la tentazione giornalistica di questo messaggio, che vuole evidenziare come sia stato uno 'straniero" a soccorrere il leader di un movimento politico cui viene accreditata una pregiudiziale ostilità verso gli immigrati. Cito le parole de 'La Provincia Pavese" (riecheggiate con diverse sfumature anche su 'La Repubblica") stampate in data 13 marzo: 'Tocca a un paraguaiano, un extracomunitario, occuparsi della salute del leader leghista. Classe 1947, Salerno si è guadagnato 'i galloni lombardi" con una laurea 110 e lode all'Università di Pavia".
Come medico e ricercatore, educato all'esattezza terminologica, preciso che, pur essendo nato ad Asuncion del Paraguay, sono dalla nascita cittadino italiano 'iure sanguinis", in quanto figlio di immigrati italiani e spagnoli.
Mantengo comunque la cittadinanza paraguaiana che mi spetta 'iure solis" e di cui sono altamente orgoglioso. Tutti i figli di italiani all'estero, del resto, hanno una seconda cittadinanza e all'estero vivono tanti cittadini italiani almeno quanti sono quelli che risiedono entro i confini della stessa Repubblica, come il nostro presidente Ciampi non manca di ricordare. Quanto ai 'galloni lombardi", mi limito a dire di avere scelto diciassettenne, nel 1964, l'Università di Pavia (dove mi sarei laureato nel giugno 1970) proprio per la sua tradizione sovraregionale e sovranazionale, che ne inseriva già da allora le scommesse culturali in una Comunità Europea estesa e politicamente unita, come attendiamo oggi che divenga.
Dopo la laurea, sono entrato, a seguito di concorsi pubblici, nei ruoli dell'Università di Pavia presso la quale ho avuto l'onore di lavorare fino al 1998. In Italia ho trascorso ormai la maggior parte della mia vita; mia moglie è come me italiana per nascita in quanto milanese ed i miei figli sono pavesi e quindi italiani oltre che paraguaiani per lo stesso principio sopraccennato. E ritengo - come medico che partecipa al dibattito scientifico internazionale e come cittadino italiano - che l'Italia, inserendosi in un mondo democraticamente globalizzato, debba stringere un rapporto privilegiato con l'America Latina, forse più che altri Paesi Europei (Spagna e Portogallo a parte).
Sono persuaso che anche la Lega Lombarda dell'on. Bossi per molto aspetti concordi con queste mie riflessioni. Sono certo che vorrete pubblicare queste mie righe, per rispetto dei lettori, e a tutela della verità che mi riguarda, come medico, come italiano e come cittadino dell'ecumene civile.
prof. Jorge Salerno-UriarteVarese
San Martino, il cemento
che Abbiati ha voluto
Intendo replicare alle affermazioni dell'avv. Baraldo contenute nella lettera pubblicata in questa pagina. Abito anch'io a San Martino da circa trent'anni, in pratica dalla nascita, e da parecchio tempo ormai mi interesso in prima persona dei problemi del nostro paese.
Cara signora, prendo atto della sua soddisfazione per la rimozione delle strutture in amianto dal tetto della scuola materna, ma le ricordo che già nel 2001 il consigliere Maini sollevava la questione in consiglio comunale, proponendo, attraverso una mozione ed un emendamento al bilancio, lo stanziamento di una somma per l'istituzione dello «Sportello Amianto» con lo scopo di liberare definitivamente, entro quattro anni, il territorio comunale dalla presenza di tale materiale, proponendo aiuti anche per i privati cittadini. Quindi il merito della rimozione dell'amianto dalla scuola materna non è farina del sacco di Abbiati, che accolse storcendo il naso la mozione di Maini, riducendo altresi i fondi previsti.
Dovendo procedere ai lavori per l'allargamento della scuola materna, l'ex sindaco si è limitato ad ottemperare ad un obbligo di legge, ad ulteriore smentita del frenetico «attivismo» che lei attribuisce alla passata amministrazione.
Lungi dall'innalzare la qualità della vita del nostro paese, gli ex amministratori sono riusciti soltanto ad innalzare dei condomini, che sono spuntati come funghi in tutte le zone di S. Martino. Per non parlare del Garden Center, vero fiore all'occhiello della giunta passata, vistosa testimonianza della lungimiranza amministrativa dell'ex sindaco: la cosa giusta, al posto giusto. Il nostro paese ne guadagna sicuramente in prestigio e tranquillità, ovviando anche ai già pesanti problemi di traffico. Bravo ex sindaco.
La verità, cara signora, è che la giunta passata ha dissipato la quasi totalità delle proprie energie nel cercare di costruirsi un'immagine di operosità ed efficienza che è stata di volta in volta smentita dalla realtà dei fatti. Vantarsi dell'ordinaria amministrazione ed attribuirsi il merito di opere realizzate da altri è nient'altro che un maldestro tentativo di raccattare voti ingannando i cittadini, i quali però non hanno la memoria corta.
Se è questo il nuovo modo di fare politica, allora viva i «tradimenti».
I motivi del fallimento di Abbiati, perchè è di questo che si tratta, sono da ricercare quindi nelle sue disastrose ed irreversibili scelte (il cemento non lo leva più nessuno) e nei suoi modi arroganti, cosi palesi agli occhi di chi ha assistito ad almeno una seduta di consiglio comunale, che gli hanno valso la disistima anche dei suoi stessi consiglieri. Non va dimenticato infatti che costoro non hanno tradito nessuno, hanno solo esercitato, per nostra fortuna, la loro funzione di controllo e di critica sfiduciando il sindaco con le proprie dimissioni.
Mi sento inoltre di soddisfare la sua curiosità su quello che «bolle in pentola» nel campo avverso, che è poi il vero motivo della sua lettera: la fantomatica «Armata Brancaleone» è una compagine di persone capaci e sinceramente interessate ad amministrare San Martino con i fatti, non con le foto sul giornalino locale. Persone che fortunatamente avranno un compito in meno, rifare il tetto della scuola materna... ed uno in più: ridurre le tariffe dell'asilo nido che l'ex sindaco ha aumentato vertiginosamente.
Da ultimo, mi lasci dire che i complimenti a Stella Carta sono quantomeno interessati: a nemico che fugge, ponti d'oro.
Daniele NaiSan Martino Siccomario