Marocchino ucciso con tre colpi di pistola

ZIBIDO S. GIACOMO. Tre pallottole, il cadavere di un giovane, probabilmente nordafricano, trovato vicino a una roggia in un viottolo di campagna pieno di rifiuti. E una pista: quella di un regolamento di conti nel mondo dello spaccio di droga. Sono gli scarni elementi dell'omicidio scoperto a poche centinaia di metri dal centro di S. Pietro Cusico, una frazione di Zibido S. Giacomo. Un delitto che sembra avere caratteristiche del tutto analoghe a quello di qualche giorno fa a Rognano. Anche in quel caso la vittima, caduta sotto i colpi di una mitraglietta e di una pistola, era un giovane nordafricano.
Il cadavere ritrovato ieri mattina poco distante dalla strada provinciale 139 è presumibilmente quello di un marocchino di età tra i 25 e i 30 anni, ancora da identificare, ucciso con tre colpi di rivoltella. Due l'hanno raggiunto alla schiena, un altro alla gola.
L'omicidio risalirebbe a domenica pomeriggio. Per terra non sono stati ritrovati bossoli, e questo potrebbe significare che l'omicidio è stato commesso altrove e il corpo portato li successivamente. Dell'indagine, comunque, si stanno occupando i carabinieri della stazione di Binasco e del comando di Abbiategrasso.
Due chiazze di sangue sulla terra indicano il luogo dove il corpo è stato ritrovato: un viottolo di campagna con l'accesso chiuso da una sbarra. Accanto corre una roggia piena di immondizia e tutto intorno, sotto la scritta «divieto di scarico», ci sono vecchi elettrodomestici e pezzi di sanitari abbandonati e altri detriti ammassati.
A scoprire il cadavere del giovane nordafricano è stato un passante, che ieri mattina ha notato quel corpo accartocciato nella terra, pieno di sangue. E' un posto conosciuto dalla gente del posto e dalle forze dell'ordine, perché di sera vi si radunano prostitute e spacciatori.
Ecco perché la pista più battuta al momento è quella del delitto maturato nel mondo dello spaccio. Singolare un'altra coincidenza con l'assassinio di Rognano: anche quell'omicidio è stato commesso di domenica, poco distante dal territorio del comune di Zibido.
«Purtroppo siamo quasi impotenti di fronte al fenomeno dello spaccio - dice Gianmario Savoia, sindaco di Zibido - ci sono almeno una decina di posti nel nostro paese dove si smerciano stupefacenti, e per le forze dell'ordine, che hanno un esiguo numero di uomini in rapporto alla dimensione del problema, non è possibile tenere testa a questa situazione. Tra l'altro chi spaccia ormai non ha più posti fissi e utilizza sempre di più il telefono. In questo modo diventa sempre più difficile incastrarli. Nonostante le retate che sono state fatte, con successo, in passato, è una piaga che in queste condizioni è difficile estirpare».
L'inchiesta sull'omicidio di Zibido S. Giacomo è affidata alla procura della Repubblica di Pavia, che è competente per territorio.