«Carta europea, una priorità»

ROMA. Pochi accenni da parte di Josè Luis Zapatero all'Europa per capire che l'uscita del popolare Josè Maria Aznar e l'arrivo di un socialista al governo di Madrid potrebbe mutare profondamente i precedenti equilibri in seno all'Unione europea. Ieri ci sono stati già una serie di contatti tra Zapatero e i principali leader, a cominciare dal francese Chirac, dal tedesco Schroeder e dal britannico Blair.
Ma ha avuto un particolare effetto il desiderio espresso dal leader socialista a poche ore dalla vittoria elettorale di riprendere i «rapporti eccellenti» con la Francia e la Germania. Non vengono esclusi prossimi incontri con il cancelliere tedesco e con il presidente francese. Con la comparsa di Zapatero sulla scena politica continentale si prevede però innanzitutto una svolta nel difficile negoziato per l'approvazione della nuova Costituzione europea, bloccata all'ultimo vertice europeo per le polemiche opposizione della Spagna e della Polonia.
«La Costituzione europea sarà una delle mie priorità una volta assunta la guida del governo», ha detto Zapatero poco dopo le elezioni. Il suo accenno alla Costituzione europea non è certamente sufficiente per stabilire quale sarà in dettaglio la posizione del prossimo governo di Madrid sul tema. Il presidente della Commisione europea Romano Prodi lo ha interpretato come una speranza perché «la Costituzione possa essere considerata dagli stati membri quale uno strumento indispensabile per lottare uniti contro il terrorismo».
Ma le poche parole pronunciate da Zapatero sulla Carta europea hanno già provocato la dura reazione di Varsavia, fin qui a fianco della Spagna per bocciare la Costituzione preparata dalla Convenzione preseduta da Valery Giscard d'Estaing (la nuova interpretazione della «maggioranza qualificata» nega alla Spagna e alla Polonia un pacchetto di voti quasi pari a quello a disposizione di Francia, Germania, Inghilterra e Italia, mentre Madrid e Varsavia insistono sul Trattato di Nizza che attribuisce ai due lo stesso peso dei «Grandi»). «Ad essere franchi - ha detto ieri il primo ministro polacco Leszek Miller - se la Spagna rivede la sua posizione sulla Costituzione, il peggio che può succedere alla Polonia è di ritrovarsi completamente sola». Miller prevede «serie complicazioni» per l'Europa.
Ma c'è chi al quartier generale dell'Unione europea a Bruxelles prevede «una svolta di grande peso nella politica estera dell'Unione in seguito alla fine dell'asse Berlusconi-Blair-Aznar. Ora c'è la possibilità di recuperare più unità in Europa», ha detto ieri un alto funzionario di Bruxelles.
Zapatero e il premier britannico Tony Blair si sono sentiti al telefono e subito dopo Londra ha fatto sapere che nulla cambierà nel «rapporto privilegiato» con Madrid. Resta però il fatto che un eventuale ritiro delle truppe spagnole non potrà essere facilmente accettato dal premier britannico fautore, insieme al presidente americano George W. Bush e allo spagnolo Aznar, della guerra contro l'Iraq. È significativo in proposito un commento di Jack Straw, il ministro degli esteri britannico: «Sarebbe assolutamente sbagliato ritenere che la Spagna si sia attirata gli attentati di Al Qaida per il suo sostegno alla guerra in Iraq».
B.Z.