Corteo bipartisan, Poli spaccati


ROMA. Acli e Cisl rompono il fronte della Tavola della pace. Giovedi saranno in Campidoglio, con l'Anci, a manifestare contro il terrorismo. L'appuntamento bipartisan divide soprattutto a sinistra. Benedetta dal premier Silvio Berlusconi, l'iniziativa dei sindaci sta scavando un ulteriore solco fra chi vorrebbe «qui e ora» il ritiro delle forze italiane dall'Iraq e chi pensa che le bombe siano un nemico di tutti, senza alcun nesso di conseguenza fra guerra e terrorismo. Il dilemma se stare di qua e di là è lacerante per molti.
Se qualcuno a destra pensa che manifestare per la pace e chiedere il ritiro delle truppe dall'Iraq alla fine sia fare un favore a bin Laden, a sinistra c'è chi vuole evitare a tutti i costi il sospetto di essere d'accordo con la politica del governo.
A fronte di certezze d'acciaio, i casi di Lega e Rifondazione, decise al no, e Margherita, decisa al si, si consolida un'area dei dubbi e dei distinguo. Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani evita di sbilanciarsi con un «vedremo». Sabato il sindacato sarà in piazza. I suoi dirigenti fanno parte del direttivo della Tavola della Pace insieme con importanti associazioni del volontariato cattolico, oltre che Acli, Arci e Cisl. Le speranze di Epifani sono per «una manifestazione pacifica il 20». A togliere il sonno bastano le minacce dei Disobbedienti Francesco Caruso e Luca Casarini di assestare schiaffi a chi andrà in piazza dopo aver votato per le truppe in Iraq.
Tenta di sdrammatizzare Massimo D'Alema, presidente Ds. «Ho visto Zapatero sfilare a fianco di Aznar e vincere il giorno dopo le elezioni. Forse questo potrebbe essere istruttivo per parecchi», ammonisce. E rassicura a sinistra: «Essere uniti contro il terrorismo non significa condividere le stesse idee politiche e non abbiamo in programma di fare un corteo con Berlusconi». Le sue parole sono quasi il proseguimento ideale di un appello mattutino di Leonardo Domenici, sindaco di Firenze, presidente dell'Anci, destinatario di un pacco bomba degli anarchici. «Iniziativa aperta a tutti», «occasione unitaria», «nessuna contrapposizione»: le idee forza di Domenici buttano fuori la politica dall'appuntamento di giovedi. La manifestazione è «aperta a tutti».
È il dissenso interno alla sinistra a insistere per riportare nell'iniziativa il margine del dubbio. I professori fiorentini dei Girotondi, Pancho Pardi e Paul Ginzburg in testa, rispondono con un fermo «no grazie» all'invito del loro sindaco. Stessa musica dal Correntone dei Ds. Il sito Internet di Aprile, l'associazione vicina allo schieramento, accusa Fassino, segretario Ds, di aver sbagliato. «L'iniziativa di giovedi, al di là delle buone volontà, rischia di suonare diversa, contrapposta a quella di sabato», è scritto.
Posizione chiara ma curiosamente speculare alla rampogna del 'Foglio" di Giuliano Ferrara alla Casa delle Libertà. Poco mobilitati, poco sulla parola d'ordine di Silvio Berlusconi. Alla fine «il centrosinistra farà la sua manifestazione di unità istituzionale contro il terrorismo giovedi, con le fasce tricolori e sabato farà tranquillo il suo corteo con i pacifisti, anche quelli che considera 'delinquente" chi combatte il terrorismo», scrive il giornale.

Lucia Visca