Este a Ferrara in castello
FERRARA. Dai capolavori di Cosmè Tura, Donatello, Mantegna alla ricostruzione dello studio di Alfonso I con gli splendidi rilievi d'alabastro di Antonio Lombardo: riapre nel segno degli Estensi il Castello dopo il restauro. Tre mostre celebreranno gli sfarzi di corte e la storia della città.
In primo piano c'è il Castello (tra i siti Unesco patrimonio dell'umanità), che dopo quattro anni di lavori torna al suo splendore e recupera ben 50 sale grazie anche all'allestimento progettato da Gae Aulenti e dalla collaborazione di un gruppo di esperti, che hanno concepito il nuovo percorso come una sorta di narrazione che si snoda dalla torre dei Leoni, attraverso le prigioni, passando dalle cucine, proseguendo per le sale gotiche e i saloni rinascimentali. Il risultato è la possibilità di rivivere la storia del Castello, nato come fortezza militare e trasformato in residenza dei duchi, e quella della città dal '300 fino alle vicende contemporanee, con in mezzo la grande stagione della rinascenza ferrarese. Questa verrà celebrata nella mostra 'Una Corte nel Rinascimento": con 150 opere tra dipinti, sculture, ceramiche, documenti storici e letterari, manoscritti miniati, la rassegna ripercorre le vicende del casato estense dal mecenatismo precoce di Leonello alla magnificenza di Borso, fino alla progettualità architettonica di Ercole I e al nuovo splendore di Alfonso I pPer concludersi con la devoluzione forzata di Ferrara al papato nel 1598, fatto che segnò la drammatica dispersione delle meravigliose collezioni d'arte di corte. La terza mostra è quella che consentirà per la prima volta di ammirare la ricostruzione del Camerino di Alabastro, lo studio di Alfonso I decorato con i rilievi marmorei di Antonio Lombardo, conservati per la maggior parte dal Museo dell'Ermitage.