Terzo mandato, il sorriso dei sindaci

PIEVE ALBIGNOLA. «Questa dovrebbe proprio essere la volta buona». Il sindaco Ubaldo Zerbinati, vice presidente dell'Associazione nazionale piccoli Comuni d'Italia, commenta cosi il voto favorevole della commissione Affari costituzionali del Senato, che ieri ha acceso il semaforo verde per il disegno di legge sull'abrogazione della legge sul terzo mandato per i Comuni fino a 3mila abitanti.
Secondo Zerbinati, il si definitivo del Parlamento si dovrebbe avere dal 18 al 23 marzo. Dopo un'altalena che durava da più di un mese, il Parlamento ha detto il primo si alla legge che abolisce il divieto del terzo mandato consecutivo: in Lomellina, come in tutta Italia, la macchina elettorale può tornare a marciare in vista delle elezioni del 12 e 13 giugno. La legge elettorale del 1993 era stata più volte definita «antidemocratica» da Zerbinati, che ora, a poche ore dall'accordo all'interno del centrodestra, trova il modo di esultare: «Sono contento anche perché l'Anpci ha svolto un ruolo prioritario nella battaglia per l'abolizione del terzo mandato dei sindaci. Da tempo l'associazione che tutela i Comuni fino a 5mila abitanti si batte per questo». Il sindaco ricorda poi la partecipazione al tavolo di concertazione fra Anci e Anpci, i due organismi di rappresentanza degli enti locali: «A Firenze ero intervenuto per sensibilizzare tutti sul principio dell'abolizione della legge per i Comuni fino a 5mila abitanti. A Roma hanno deciso per i 3mila, ma è comunque una nostra vittoria». A margine del successo, Zerbinati coglie l'occasione per ufficializzare una ricandidatura rimasta in forse per troppi mesi: «Proseguirò nella costituzione della lista». La grande maggioranza dei Comuni lomellini vede cosi rimescolarsi strategie, candidature e alleanze, fino a oggi rimaste al palo. Fra i sindaci che ora potranno guidare una compagine elettorale ci sono Riccardo Ferrari(Alagna), Pietro Polini(Albonese), Carmen Bortolas(Candia), Arcangelo Pesenti(Cassolnovo), Piero Zuccone(Castelnovetto), Simone Bagnoli(Cergnago), Francesco Nicrosini(Dorno), Sergio Biatta(Ferrera), Edoardo Negri(Gambarana), Sandro Ramella(Langosco), Giuseppe Papetti(Lomello), Enzo Padovani(Olevano), Pierangelo Cecchetto(Ottobiano), Giuseppe Conti(Palestro), Silvano Colli(Parona), Zerbinati (Pieve Albignola), Beia(Rosasco), Pierluigi Bissolino(San Giorgio), Siro Veneroni(Scaldasole), Giuseppe Gorla(Valeggio), Erminio Brustia(Velezzo), Giuseppe Fassardi(Villa Biscossi) e Alfredo Signorelli(Zeme). In Lomellina restano esclusi Robbio, Sannazzaro e Cilavegna, superiori ai 5mila abitanti. Se i sindaci dei primi due Comuni avrebbero comunque potuto ripresentarsi, per il cilavegnese Pisani la legge non modificherà quasi nulla.
Umberto De Agostino