Ritorna a Pavia la "mano fantasma" dell'illustratrice Teresa Sdralevich

PAVIA.Libertà, creatività, entusiasmo, impegno. Sono certamente queste le doti di Teresa Sdralevich, grafica e illustratrice, pavese di adozione, che in Italia ha illustrato diversi romanzi per ragazzi per Salani e Feltrinelli Kids. Pavese d'adozione ma cosmopolita di formazione. Vive e lavora a Bruxelles; dopo la laurea in Scienze politiche all'Università degli studi di Bologna ha lavorato a Parigi per «L'école des loisirs» e nel 1995 si è stabilita a Bruxelles dove ha frequentato per un anno il corso di illustrazione all'ERG (Ecole de recherche graphique) e quindi il secondo anno all'Ecole supérieure des arts visuels de la Cambre, sezione di grafica. Da queste piccole note biografiche lo spessore professionale della Sdralevich emerge con evidenza. Ma è lei stessa a dimostrarlo con il suo fare. Lo ha mostrato lunedi in Santa Maria Gualtieri in occasione dell'ultimo appuntamento di «Uno sguardo dentro al segno», progetto organizzato dal Sistema Bibliotecario Intercomunale del Pavese, dal settore Cultura del Comune di Pavia, attraverso la biblioteca per ragazzi Paternicò Prini, e con la collaborazione della libreria il Delfino... proprio nella città che l'ha adottata all'età di dieci anni e che definisce «piacevole e libera». Sdralevich ha condotto un interessantissimo laboratorio attraverso lucidi, disegni e schizzi «per far vedere - è lei stessa a dirlo - come nasce una composizione a chi non è del mestiere». Ed è riuscita nell'intento. «La Mano Fantasma» - cosi è stato titolato l'incontro - è stato seguito, apprezzato ed ha rappresentato davvero un momento pedagogico di spessore.
Le illustrazioni della Sdralevich sono forti, sia per gli argomenti che solitamente affronta, come ad esempio le streghe, gli stregoni e varie mostruosità della scrittrice inglese Eva Ibbotson, ma anche nel volume di Aiken «pelle d'oca» in cui sono presenti illustrazioni di incubi, sia per l'uso del bianco e nero. I contrasti netti e decisi non concedono spazi ad altro che alle figure rappresentate e le ombre sono presenze cupe che si trasformano in attesa di essere personaggi. Da dove deriva tutto questo? Attraverso le sue parole si ricava che la vera molla del suo operare è la libertà. «Credo che ogni illustratore abbia il suo colpo di fulmine e non debba essere limitato. A me non è mai successo di essere stata censurata o manovrata. Per questo non lavoro per il settore pubblicità. Sarei troppo vincolata». E sui prossimi lavori? «Uscirà tra breve un altro libro per le edizioni Salani nella collana degli 'Istrici" ed uno per Feltrinelli, oltre a vari altri progetti di altro genere». Pietro Pontremoli