Governanti miopi, adesso arriva il conto
Un'Italia assediata dai rifiuti, ma che comincia a porsi il problema di smaltirli più efficacemente. Un'Italia in cui crescono oasi di agricoltura biologica e aree protette, ma in un contesto che resta quasi apocalittico. E' questo il quadro che esce dal Rapporto annuale sullo stato dell'ambiente presentato ieri da Legambiente.
Compiuti a colpi di emergenza e sulla spinta di una coscienza ecologica ormai diffusa che valorizza consumi e produzioni più naturali e luoghi posti sotto tutela per la loro bellezza e il loro pregio, i passi avanti sono del tutto insufficienti. Proprio l'altro ieri, ricevendo a Bologna una laurea honoris causa, Andrea Zanzotto, una delle più alte voci poetiche e civili d'oggi, è tornato a denunciare l'emergenza ecologica «in una fase», ha detto, «in cui la malattia della biosfera è entrata nella fase terminale».
Il rapporto di Legambiente descrive una situazione che non riguarda l'Italia soltanto, ovviamente, ma che nel nostro paese conosce alcuni aspetti di specifico aggravamento. Il riscaldamento dell'area del Mediterraneo (acque comprese) non è un problema solo italiano, ma le emissioni che vanno ad accentuare l'effetto serra nel nostro paese aumentano indisturbate. L'abusivismo edilizio non è un problema nuovo per noi, ma ha continuato ad aggravarsi a causa di una legislazione ordinaria e straordinaria (con provvedimenti come i condoni) e a causa dell'inettitudine o della complicità degli enti locali. La ricerca di fonti energetiche alternative segna il passo a fronte della necessità di cambiare strada e di uscire dal circolo vizioso dei combustibili fossili, inquinanti e sempre più rari. Questo è il bel quadretto che Legambiente dipinge, del tutto realistico e altrettanto inquietante. Non c'è da sperare che produca immediati cambiamenti. Molti infatti ritengono che tutto si aggiusterà. Miopi e incoscienti pensano che l'allarme degli ambientalisti sia esagerato e che, comunque, gli dei del Mercato e della Scienza, in qualche modo provvederanno. Non si rendono conto che oggi siamo in una stagione storica del tutto diversa. Esattamente come, davvero e senza scherzi, le «stagioni non sono più quelle di un tempo», anche la storia oggi è diversa. Il limite di autonomia concesso alle attività umane per disinteressarsi dei vincoli ambientali si è esaurito e la biosfera, come ci ricorda Zanzotto, sta presentando a tutti il conto. Certo, alla guida della massima potenza del mondo, c'è il più ottuso, il più stolto, il più acerrimo nemico di qualsiasi politica di tutela ambientale che mai abbia guidato una democrazia. Certo, nel suo piccolo, anche il nostro paese vede al governo gente che a quel potente ottuso è legata a doppio filo politicamente e culturalmente. Ma il conto verrà presentato lo stesso, anzi, proprio grazie a costoro, è già in tavola. Prima ce ne renderemo conto e meglio sarà per tutti.