L'Ulivo con Bertinotti stacca la Cdl di 5 punti
ROMA.Nelle intenzioni di voto per le prossime elezioni europee, la Lista Prodi, il centrosinistra e Rifondazione comunista battono la Cdl di Berlusconi 50,5 a 45 per cento. Sono i risultati di un ultimo sondaggio per il 'Corriere della Sera" (campione di 4344 elettori, rappresentativo per sesso, scolarità, professione, area residenza, dimensione comune, con interviste attraverso panel telematico, cui ha risposto l'85-100%) dal quale escono una conferma e due novità. La conferma è che il centrosinistra, con Rifondazione, è in testa rispetto al centrodestra e migliora di uno 0,1 il sondaggio Ispo di gennaio. Vi è anche una convalida sostanziale di un recente sondaggio Swg per l'Espresso, che attribuiva al centrosinistra, con Rc e Di Pietro, il 52 per cento contro il 43 del centrodestra. Rispetto alle elezioni politiche del 2001, sulla base del sondaggio Ispo, l'intero centrosinistra guadagna il 6,6 per cento dei voti, passando dal 43,9 per cento al 50,5. Viceversa, il totale della Casa delle libertà scende dal 52 al 45 per cento con una perdita di 7 punti.
La prima novità è uno spostamento di voti, nel centrosinistra, dai partiti della Lista Prodi ai due partiti della sinistra. A gennaio Prodi non aveva ancora dato il suo avallo alla lista unitaria formata da Ds, Margherita, Sdi e repubblicani europei. Ma la crescita, per ora virtuale di Rc, dal 5 al 7 per cento, e dei comunisti italiani, dall'1,7 al 2,3, indica una possibile erosione dell'elettorato diessino. L'altra novità riguarda il calo vistoso di Forza Italia dal 29,5 del 2001 al 22,5, di cui dovrebbero in parte beneficiare An, dal 12 al 13,6, e la Lega, dal 3,9 al 4,5 per cento. Nel 2001, l'Udc aveva preso, con Democrazia europea, il 5,6 per cento, mentre ora viene accreditata di un 4,3.
Oliviero Diliberto, Pdci, ricava dal sondaggio la convinzione che Berlusconi andrà «a casa il prima possibile». E quanto alla Lista Prodi, un po' sotto rispetto a un mese prima, le elezioni diranno «se il gioco è valso la candela». «Accettabili» i dati, dice Bertinotti, che per abitudine non commenta i sondaggi. Luciano Violante, Ds, e Dario Franceschini, Margherita, notano la bella previsione del 34,4 per la Lista Prodi. Ma Violante prende «con le pinze» i sondaggi e dice che il segnale vero è il calo di consensi per il centrodestra e la «crisi di Forza Italia».