Ucciso a coltellate un portiere di notte


SANREMO. Le transenne non ci sono più. Ma la gente davanti all'Hotel Belvedere si ferma a guardare. Siamo a 300 metri dall'Ariston, in via Roma, dove notte e giorno c'è un continuo via vai di macchine. In questo hotel a tre stelle, la scorsa notte, è stato ucciso Remo Fazzini, 44 anni. Lavorava come portiere di albergo da 3 anni e mezzo. E' stato trovato alle 5 del mattino da un cliente che aveva appena finito di lavorare all'Ariston. Fortunato Scordo, 53 anni, collaboratore da tempo della Rai in occasione del Festival, ha visto il corpo di Fazzini accasciato sul bancone della reception. Ha chiamato subito il 118, pensando che il portiere avesse avuto un malore.
I volontari del soccorso hanno provato a rianimarlo con il defribillatore, ma hanno capito che non c'era niente da fare e hanno avvertito la polizia. Alle 6.30 è arrivato il medico legale che ha notato due ferite al petto. Gli agenti di polizia non hanno avuto dubbi, a uccidere il portiere dell'albergo non era stato un infarto, come si pensava inizialmente, ma un coltello, che è arrivato in profondità vicino al cuore. Fortunato Scordo è stato accompagnato in commissariato dove è stato interrogato per ore. Dopo essere stato ascoltato dagli investigatori ha lasciato l'albergo: «Non me la sento più di stare a Sanremo», ha detto a uno dei proprietari dell'hotel. Per tutto il giorno, gli esperti della polizia scientifica di Genova hanno effettuato i rilievi nel piccolo atrio della reception mentre gli agenti sono andati a bussare alla porta di ogni camera. Nell'hotel, al momento del delitto, c'erano almeno sessanta persone, per lo più operatori televisivi, giornalisti, cameramen. «Io e il mio collega abbiamo sentito un trambusto - racconta un tecnico radiofonico che preferisce l'anonimato -. Nella stanza con i computer e gli altri strumenti teniamo una finestra aperta. Abbiamo avvertito dei rumori e poi un uomo che urlava: «Ti prego non mi fare male, lasciami stare, lasciami stare». Tante le testimonianze utili raccolte dagli investigatori. Qualcuno per strada avrebbe visto la scena. Sembra che il presunto assassino sia un cittadino albanese. L'uomo, ubriaco, avrebbe urtato con la sua macchina - pare una Golf nera - la vecchia Bmw grigia di Fazzini, parcheggiata davanti all'albergo. Il portiere è uscito dall'hotel, c'è stata una lite che è degenerata in omicidio. Il dirigente del Commissariato di Sanremo, Angelo Sanna, è sicuro che l'assassino verrà catturato presto. «Sa che lo cerchiamo - dice -, non può andare lontano». Le indagini si sono spostate in Piemonte dove sembra si stia nascondendo l'uomo. «Remo era una brava persona - racconta Pasquale De Ponte, uno dei soci dell'Hotel Belvedere - Era mite, riservato, una persona religiosa. Andava sempre a messa. La sua vita era solo lavoro e casa, aveva solo il vizio delle sigarette. Faceva spesso dei pellegrinaggi. Pensi, siamo andati anche a Lourdes insieme. Era nato a Bisenti, in Abruzzo e poi si era trasferito qui. Era un ex fiorista, poi con la crisi ha trovato altri lavori. Stava qui con noi da oltre tre anni». Fazzini non era sposato, non aveva figli. «Era legato al padre anziano - spiega De Ponte - è toccato a me avvisarlo stamani della sua morte. Era stravolto». In albergo, intanto si prepara la cena, l'atrio è pulito. Unico segno della tragedia, i volti stravolti dei dipendenti.

Silvia Mobili