«Mezzo anti-tragedie non per far cassetta»
VIGEVANO.«Fare prevenzione, non cassetta». Uno slogan, per chiarire la posizione dell'Associazione italiana famigliari e vittime della strada, sull'uso dell'autovelox. A nome dell'associazione parla Giorgio Giunta, responsabile per la provincia di Pavia. Giunta ha perso la moglie quattro anni fa, falciata da un'auto durante una gita a Pisa. «L'autovelox può e deve essere un ottimo mezzo di prevenzione, e certamente anche di repressione, delle infrazioni legate al superamento dei limiti di velocità», dice Giorgio Giunta.
L'alta velocità infatti è una delle prime cause degli incidenti stradali. «Ben vengano quindi i deterrenti. Certo, applicati con criterio». Scegliendo quindi fasce orarie e tratti stradali effettivamente a rischio, dove gli automobilisti tendono a superare i limiti imposti dal codice della strada. Giunta si dichiara favorevole all'installazione di autovelox fissi, come è avvenuto a San Giorgio, dove l'amministrazione ha deciso di piazzare una colonnina ai due lati opposti del centro abitato, in entrata e in uscita. «Quando gli automobilisti sanno che c'è una postazione fissa, si abituano a rallentare». Da Giunta anche un consiglio pratico: «Installare una postazione fissa autovelox a Vigevano, sul tratto di corso Genova dall'incrocio con la circonvallazione a Gambolò». Tornando al problema generale: «Gli enti locali non devono fare un uso indiscriminato dell'autovelox per rimpinguare i bilanci»: su questo anche l'Associazione vittime della strada è pienamente d'accordo. (a.m.)