Una via per ricordare Ferdinando Bona

CASSOLNOVO.Cassolnovo ha dedicato una via, nella nuova zona residenziale in via Carlo Alberto, ad uno dei cittadini che più l'ha resa famosa fuori dai suoi confini: Ferdinando Bona, docente universitario e studioso di diritto romano noto in tutta Italia, quanto legato alla Lomellina e a Cassolnovo. Un legame espletato nella scelta di vivere sempre a Cassolnovo e nella sua attività di presidente della Società Storica Vigevanese.
Di origine cassolese, Bona ha vissuto fino al giorno della sua morte, il 13 settembre 1999, nella casa che fu dei marchesi Costa di Beauregard. Per lui si era ricavato una torretta dove trascorreva le proprie giornate studiando tra i suoi libri e dedicandosi alle proprie passioni: il diritto, lo studio dei classici e la storia locale. Con lui viveva la sorella, donna pia e devota che, si raccontava, nei giorni nei quali il fratello teneva gli esami, si recasse in chiesa di primo mattino per pregare: che il signore aiutasse gli studenti e che indicasse al fratello la scelta più giusta nel dare i voti. Il professor Bona dal canto suo è sempre stato un docente noto per la propria umanità. Una leggenda dell'università di Pavia vuole che iniziasse gli esami chiedendo, per mettere a proprio agio il candidato: «Qual è lo squadrone che tremare il mondo fa?». La risposta giusta era «il Bologna», squadra del quale il professore era, seppur tiepidamente, un tifoso. La carriera di Ferdinando Bona è iniziata proprio a Pavia, quando scelse di iscriversi alla facoltà di giurisprudenza o. In sede di tesi sembrò però naturale al giovane Ferdinando Bona occuparsi di diritto romano vista la passione per la cultura latina. Sarà questa la disciplina che insegnerà per tutta la vita sia a Pavia che, per un breve periodo, anche a Milano. Sarà la tanto amata Pavia che darà le maggiori soddisfazioni al professor Bona, elleggendolo preside della facoltà di giurisprudenza. Ricopri questa importante carica universitaria per due trienni, fino all'ottobre 1993, rifiutandosi di farsi eleggere per un terzo. Ma Ferdinando Bona non ha mai perso i rapporti con la realtà della propria terra lomellina e con la «sua» Cassolo.
Andrea Ballone