Nesta: resto rossonero a vita

MILANO. I rossoneri incassano il proposito di Alessandro Nesta di chiudere la carriera nel Milan e pensano alla sfida interna di domani contro la Sampdoria. I nerazzurri invece si consolano con la fiducia di Cannavaro che sorride nonostante una microfrattura alla tibia che si porta dietro da tempo. «Dobbiamo ripartire con semplicità perché le vittorie aiutano a vincere - spiega il difensore dell'Inter - ma so che la società punterà ancora su questo gruppo che ha fatto ottimi risultati l'anno scorso».
Infortuni, voci di mercato, risultati deludenti, bottiglie contro il suo ex ristorante non hanno rovinato lo spirito del difensore dell' Interche spera di rientrare nella gara di domani contro la Roma, dopo un altro stop dovuto a un risentimento muscolare. Gli chiedono perchè è sempre nel centro del mirino: «Forse perchè gioco nel centro ed è più semplice», risponde. Le voci di mercato su Vieri? «E chi se lo piglia Bobo?», domanda a sua volta. Cannavaro risponde serio invece a chi gli chiede conto della sua gita a Cortina: «Ero infortunato e quindi sarei stato un pazzo a sciare. Sono andato in montagna per due giorni di vacanza per portare le figlie sulla neve». Cannavaro chiede alla società di aver fiducia in questo gruppo: «Dobbiamo prendere esempio dalla Roma. L'anno scorso erano lontanissimi dalla vetta, ora lottano per lo scudetto. Noi abbiamo pagato la pressione e anche un po' di paura, è mancata lucidità e dobbiamo ritrovare quella tranquillità che ti permette di gestire meglio le gambe».
«Ho ancora cinque anni di contratto con il Milane mi piacerebbe chiudere qui»: parole d'oro per i tifosi quelle di Alessandro Nesta. Difficilmente Ancelotti lo schiererà domani contro la Samp per averlo al meglio nella partita di ritorno di Champions contro lo Sparta Praga. Solo da pochi giorni Nesta è tornato a lavorare dopo l'infortunio rimediato nel derby il 21 febbraio. Ci sarà invece Clarence Seedorf che Novellino ha indicato come primo uomo che toglierebbe ad Ancelotti. All'olandese hanno chiesto chi teme di più tra Roma e Juve. «Nessuno, c'è solo il rispetto per l'avversario - risponde - . Il timore può bloccare le energie e le forze. Noi siamo i primi in classifica, per questo possiamo essere sicuri di noi stessi».