Scatta l'operazione «fiumi puliti»
PAVIA.Quaranta tonnellate di legname raccolto solo nella zona sotto il Ponte della libertà, altre 60 nel comune di Bagnaria. E' stato l'assessore provinciale Giuseppe Chiari a ricordare le cifre del 2003 dell'iniziativa «Fiumi puliti». Quest'anno si replica il 13 e 14 marzo: la prima data è stata fissata dalla Regione (che promuove l'iniziativa) in tutto il territorio lombardo. La seconda riguarda invece solo Pavia, ed è stata organizzata dalla Provincia.
Nella sostanza verranno rimossi i rifiuti e le piante pericolose, nell'alveo e sulle sponde dei fiumi, che in caso di piena rappresentano un pericolo. Il tutto verrà svolto grazie al coordinamento tra Regione, Provincia, Prefettura, i 17 Comuni coinvolti, la polizia locale e il Corpo forestale. E con il fondamentale apporto di 170 volontari di 33 associazioni, ai quali si aggiungono Agrisoccorso, la Comunità montana e i volontari del Parco del Ticino.
Questi ultimi, in particolare, si dedicheranno alla zona sotto il ponte della ferrovia. «I volontari di Giancarlo Barbieri saranno una ventina e ci saranno sia sabato che domenica - dice Fabrizio Fracassi - si tratta di un intervento piuttosto complesso, che andrà fatto con il supporto di barche, verricelli e altro materiale tecnico: ci sono piante dentro il fiume che ostruiscono la prima arcata del ponte». A maggio i volontari saranno impegnati a Vigevano e zone limitrofe, che nell'operazione del 13-14 marzo sono state tenute fuori.
I 28 cantieri previsti verranno aperti secondo una ripartizione in quattro zone: a Pavia, come detto, sotto il ponte della ferrovia; nei comuni rivieraschi del Verzate, del Coppa, dello Scuropasso e del Versa; nei comuni della zona di Voghera; nei comuni dell'Alta Valle Staffora da Bagnaria a Santa Margherita Staffora. In tutto le amministrazioni locali che hanno chiesto gli interventi di pulizia dei fiumi sono 17. Di lomellini non ce ne sono perché - è stato spiegato - le loro richieste erano sparse sul territorio e non individuavano assi idraulici significativi. Si è preferito concentrare l'attenzione su interventi di rilievo, che mettevano insieme aree limitrofe di territorio.
«In effetti in Lomellina ci sono molti punti critici - ha ammesso Chiari - ma li affronteremo più avanti con operazioni che sono già allo studio. Abbiamo escluso anche il Po, perché sarebbe stata una goccia nel mare».
Il prefetto Domenico Gorgoglione ha rimarcato l'importanza del lavoro sinergico tra i vari enti. La Regione, la Prefettura e la Provincia hanno individuato gli interventi da eseguire. In particolare la Provincia ha curato l'organizzazione logistica e il coordinamento dei volontari della protezione civile.
Il Corpo forestale ha invece provveduto a segnalare tutte le piante che vanno abbattute. «Dei pericoli rappresentati dai materiali sparsi lungo l'alveo e sulle sponde ci si accorge solo quando c'è un'alluvione e non si riesce a intervenire - ha detto il comandante provinciale, Alberto Guzzi - ecco perché l'operazione fiumi puliti è particolarmente utile».
Tra i rifiuti, oltretutto, non ci sono soltanto piante e legname, ma anche frigoriferi, cucine e altre cose che vengono abbandonate da persone con scarso senso civico e ambientale. Nell'operazione sono comunque coinvolti anche l'Asm di Voghera, la Broni-Stradella spa e il Comune di Varzi: toccherà a loro lo smaltimento dei rifiuti.
Al termine della giornata del 13 marzo ci sarà un ritrovo a Rivanazzano per fare un bilancio sulla prima giornata dell'iniziativa. (l.si.)