Rai, l'Osservatorio di Pavia rischia


PAVIA. La Rai sta pensando di non rinnovare più il contratto con l'Osservatorio di Pavia per il monitoraggio della presenza dei politici in televisione. A sostenerlo è il parlamentare dei Ds Giuseppe Giulietti, che per la verità ieri ha usato termini ben più forti. Quelli di una vera e propria denuncia: «Alla Rai è in corso un tentativo per espellere anche l'Osservatorio di Pavia».
«L'azienda, esibendo l'alibi del risparmio, ha intenzione di affidare le rilevazioni dei dati sul pluralismo politico al suo marketing interno - ha attaccato Giulietti - ma l'obiettivo è chiaro: acquisire, in vista delle elezioni europee, il controllo totale su tutti i termometri e modificare persino i sistemi di rilevazione».
L'Osservatorio svolge il monitoraggio televisivo da quando il presidente della Rai era Letizia Moratti. Il contratto è stato successivamente rinnovato di volta in volta. Qualche mese fa, però, la Rai ha deciso di svolgere un'asta. In attesa di decisioni l'Osservatorio si è visto rinnovare di mese in mese il contratto scaduto a fine 2003.
Nel frattempo sarebbero arrivate anche offerte alternative: «Ma a quanto ci risulta - ha aggiunto Giulietti - quella dell'Osservatorio sarebbe più conveniente. La Rai invece starebbe mettendo in giro la voce che l'Osservatorio è esoso per poter preparare il campo alla scelta interna». Il riferimento è un aumento del 30%, rispetto al contratto in vigore. Ma per Giulietti questo incremento si spiega con la richiesta di obblighi aggiuntivi fatta dalla Rai all'Osservatorio. Della questione si parlerà probabilmente nel prossimo cda della Rai, in calendario martedi prossimo.
Di sicuro sul monitoraggio televisivo esiste una situazione anomala. La Rai dai tempi del presidente Zaccaria non rende noti i dati forniti da Pavia. L'altro canale attraverso il quale si può venire a conoscenza della situazione è l'Autorità garante per le comunicazioni, che però pubblica solo sul suo sito le cifre fornite dal Centro d'ascolto (creato dal Partito radicale). I dati più recenti, tra l'altro, sono quelli di settembre e la loro leggibilità è piuttosto scarsa. In ogni caso sia dai dati dell'Osservatorio che da quelli del Centro d'ascolto emerge chiaramente alla Rai una presenza schiacciante di esponenti del governo e della maggioranza, in particolare al Tg1 e Tg2. Su Mediaset la situazione è ancora più sbilanciata a favore del Polo.
Per il diessino «sarebbe grave» nella fase preelettorale togliere il monitoraggio all'Osservatorio di Pavia. A questo punto «c'è una sola strada possibile - ha detto - affidare l'intera partita al controllo del Garante per le comunicazioni e della Vigilanza Rai». Altrimenti, «resta la soluzione indicata dai radicali: affidare all'Osce, in vista della campagna elettorale, monitoraggi e controllo delle regole». Forse non molti sanno che proprio l'Osce si è avvalso spesso degli esperti dell'Osservatorio di Pavia per i monitoraggi elettorali all'estero.

Luca Simeone