Una neonata abbandonata in clinica
MILANO. Sofia, come l'hanno chiamata le infermiere che l'hanno trovata, è una bella bambina di 40 giorni, dalle guance paffutelle, gli occhi azzurri e qualche filo biondo in testa. E' stata abbandonata nella sua carrozzina, poco dopo le 11.45 di ieri, davanti alla nursery della clinica Mangiagalli. La neonata è stata notata da un'infermiera di passaggio, Rail, che l'ha sentita piagnucolare e ha subito avvertito la caposala Rosina Restieri e il primario Fabio Mosca. Dopo aver cercato invano tracce della mamma o di un parente per tutta la clinica, i sanitari hanno deciso di dare l'allarme, avvertendo polizia e tribunale dei Minori.
«Lavoro qui dall'87 ed è la prima volta che un bebè viene abbandonato in reparto - dice il primario di neonatologia, Fabio Mosca -. La piccola, che pesa quasi 4 chili e dai tratti somatici è possibile definire come europea, al momento del ritrovamento era ben vestita, con cappottino e tutina bianca e azzurra puliti, anche se la sua carrozzina era un po' sporca e malandata, evidentemente molto più usata dei suoi 40 giorni di vita». Sofia «prende volentieri il biberon, finora è stata ben nutrita, non c'è nulla che - prosegue Mosca - lasci pensare a un caso di estrema indigenza o disagio della sua famiglia». E qui, vista anche l'assenza di biglietti o messaggi che spieghino i motivi del gesto, si apre il campo delle ipotesi, dalla depressione post-partum a gravi problemi della mamma. Per ora, quel che è certo è che «chi l'ha abbandonata questa mattina conosceva bene il reparto e i suoi meccanismi - spiega ancora il primario - visto che ha scelto uno dei posti più frequentati, la nursery, e un orario particolarmente adatto come quello delle visite». Nessuno, infatti, sembra aver notato nulla di insolito, anche perchè una mamma con carrozzina all'interno del reparto di neonatologia non è certo una stranezza. Sembra che la bimba sia rimasta pochissimo da sola: alle 11,45 il pediatra di turno era passato nel luogo dove è stata lasciata senza notare nulla, mentre cinque minuti dopo un'infermiera ha sentito i vagiti della piccola provenire dalla carrozzina. Sul perchè chi l'abbia abbandonata conoscesse cosi bene il reparto, l'ipotesi più accreditata finora è che la bambina sia nata proprio alla Mangiagalli, probabilmente alla fine di gennaio. Nella clinica ostetrica più grande d'Italia nascono ogni giorno, in media, tra i 17 e i 21 bambini, ben 6500 lo scorso anno, e ora la polizia sta confrontando le cartelle cliniche dei neonati con le analisi di Sofia. Un segno distintivo, in realtà, c'è: un angioma, quello che viene comunemente detto 'voglia", una piccola macchietta sul polpaccio destro, ma ancora non si sa se possa essere stata registrata nella cartella clinica al momento della nascita. La polizia, che presidia la nursery e veglia sulla bimba, sta lavorando proprio al riscontro delle cartelle cliniche e sta visionando i filmati delle telecamere dell'ospedale, che però non sono installate dentro i reparti, e di giorno non funzionano a pieno regime. Del caso si sta occupando anche il tribunale per i minorenni, con l'ipotesi, nei confronti di ignoti, di abbandono di minore. Sofia intanto è stata subito adottata da infermiere, medici e personale della direzione sanitaria. Tutti la vorrebbero portare a casa e fanno a gara nel coccolarla. «L'accudiamo con amore, vorremmo adottarla tutti, a partire da noi direttori sanitari» dice il direttore sanitario degli istituti clinici, Antonio Bonaldi. Lei, che sta nel nido con gli altri bambini, per fortuna è inconsapevole di tutto: ha poppato di gusto dal biberon, dormicchia, non piange, ha già fatto il bagnetto, è tranquilla. Per lei, un augurio, espresso da Bonaldi: che i genitori si facciano vivi al più presto, che cambino idea, perchè Sofia potrà anche star bene ed essere coccolata, «ma di mamma ce n'è una sola».