Sangue e terrore a Baghdad tre vittime in un attentato
BAGHDAD. Morte ieri pomeriggio a Baghdad, teatro di un ennesimo attentato che ha provocato la morte di tre persone dopo le stragi dei giorni scorsi. L'ordigno è esploso nella zona occidentale della capitale irachena vicino ad una centrale telefonica. Già l'altro ieri un ordigno aveva danneggiato un'altra centrale telefonica in un attentato che aveva evidenziato l'intenzione della guerriglia di sabotare il sistema delle comunicazioni del martoriato paese. I morti sono tutti iracheni Sono peraltro ormai numerosi gli attentati che hanno avuto per bersaglio le infrastrutture energetiche irachene.
Gli attacchi della guerriglia non sembrano conoscere soste. Già nelle prime ore di ieri mattina i ribelli sono entrati in azione sparando razzi e colpi di mortaio contro una stazione di polizia ed una moschea di Mossul, ferendo tre persone tra cui un ufficiale di polizia, secondo quanto hanno riferito fonti ufficiali. Gli attaccanti hanno agito sparando da un'auto in corsa e la loro operazione è l'ultima di una serie di attacchi contro la polizia e le forze di sicurezza irachene che la guerriglia considera complici degli americani, e avviene a due giorni dagli attentati a Baghdad e Kerbala (nella foto) che hanno provocato due sanguinose stragi tra i pellegrini sciiti che celebravano il giorno dell'Ashura. Il presidente del Consiglio di governo iracheno, Mohammed al-Uloum, ha da parte sua ridimensionato le cifre delle stragi parlando di 171 morti rispetto al più grave bilancio dell'altro ieri e che parlava di 271 uccisi.
Intanto la polizia irachena ha arrestato ieri cinque cittadini iracheni che circolavano a bordo di un'autobomba a Bassorah, nel sud dell'Iraq. Lo ha reso noto un responsabile locale precisando che «la polizia ha arrestato cinque iracheni che circolavano a bordo di una autobomba e che hanno confessato di essere sostenitori del vecchio regime. Volevano farla esplodere nel centro della città che si trova a 500 chilometri a sud di Baghdad».