Pendolare? Lavori un giorno in più

VOGHERA.In un mese ci sono 22 giornate lavorative. Che diventano 23 se si tratta di un pendolare vogherese che lavora a Milano. Le otto ore in più si accumulano in treno, un giorno dopo l'altro, ritardo dopo ritardo.
Il calcolo lo hanno fatto i pendolari che tra gennaio e febbraio hanno contato 945 minuti complessivi di ritardo sui treni più gettonati da chi viaggia tra Voghera e Milano: il 6.53 e il 7.42 dalla stazione di Voghera la mattina, e il 17.52 e il 18.44 da Lambrate la sera.
I 945 minuti di ritardo si traducono in poco meno di 16 ore in due mesi: quindi quasi otto ore al mese, anche più di una giornata media di lavoro che di solito non supera le sette ore e mezza.
Nel calcolo sono finiti ovviamente solo i ritardi: ore sprecate al di là dei tempi di percorrenza messi in conto da chi ha scelto di abitare lontano dal posto di lavoro, o come più spesso accade non può semplicemente trasferirsi a Milano.
La tabella bimestrale dei ritard, una sorta di dossier aggiornato giorno per giorno, circola in rete, nella mailing list che raccoglie le proteste e le segnalazioni di chi viaggia e che finisce quasi quotidianamente, oltre che nella posta elettronica della Provincia pavese, anche sui computer dei dirigenti di Trenitalia e su quelli di politici e funzionari della Regione.
Per il solo mese di febbraio il calcolo dei pendolari parla di 345 minuti di ritardo totale: 125 la mattina per chi viaggia da Voghera a Milano, 220 la sera per il tragitto inverso. La media è di circa 18 minuti al giorno, con ovviamente qualche convoglio in orario, ma con punte che arrivano a toccare i 40 minuti di ritardo per il singolo viaggio.
Emerge anche che i ritardi maggiori si accumulano la sera, quindi nel viaggio di ritorno per i pendolari oltrepadani, ma esaminando i dati non emergono sostanziali differenze tra l'inizio e la fine della settimana.
I dati raccolti dai pendolari, va ricordato, si fermano alla fine di febbraio e non tengono quindi conto della giornata nera di martedi quando un suicidio vicino a Rogoredo ha mandato in tilt la circolazione, bloccando un convoglio e facendo ritardare a cascata tutti quelli che seguivano.
Tengono conto, però, dei disagi che tra gennaio e febbraio si sono aggiunti ai ritardi: scarsa pulizia, malfunzionamenti delle porte e degli impianti di climatizzazione, scarsità o assenza di informazioni in caso di fermate fuori programma.
Di fatto gli stessi guai che i pendolari lamentano da anni e che Trenitalia ha promesso di risolvere anche nell'ultimo incontro che si è svolto in Regione soltanto pochi giorni fa.
Il piano di Trenitalia prevede il passaggio della manutenzione del materiale rotabile alla divisione regionale: in questo modo, hanno spiegato i responsabili del trasporto lombardo di Trenitalia ai pendolari e alla Regione che li aveva convocati, sarà possibile eliminare gradualmente i guai e arrivare ad un servizio adeguato entro la fine del 2005. (s. ro.)