Tariffe, aumenti anche del 27%
ROMA. Nel 2003 le tariffe dei servizi essenziali hanno subito una vera e propria impennata che ha superato in alcuni casi anche il 25%, e non per colpa dell'euro, ma dell' «inefficacia» della politica di governo. La denuncia arriva dall'Intesa dei consumatori, che sottolinea come lo scorso anno «nessun servizio a tariffa o bene a prezzo controllato abbia registrato una variazione in linea con il tasso di inflazione programmata fissata dal governo all'1,4%». Secondo Federconsumatori (che ha utilizzato i dati Istat) la crescita più vistosa è stata quella dei servizi Bancoposta, in impennata tra il 2002 e il 2003 del 26,7%.
Aumento a due cifre anche per i servizi finanziari (+12,3%), mentre i servizi bancari sono cresciuti dell'8,9%. L'incremento più contenuto è invece quello dei trasporti ferroviari (+2,6%), sostanzialmente in linea con il tasso di inflazione del 2003.
I dati, affermano le associazioni dell'Intesa, «assumono una particolare rilevanza sociale, in quanto si tratta di beni e servizi che incidono pesantemente sui redditi più bassi, già falcidiati dal considerevole aumento dei prezzi di largo consumo».
La controprova viene da Bankitalia. Secondo la quale le famiglie italiane sono sempre più indebitate per effettuare acquisti. Secondo l'ultimo bollettino statistico di Bankitalia, i prestiti concessi dalle banche per il cosiddetto credito al consumo sono infatti aumentati in un anno di quasi il 15%, passando dai 28 miliardi di gennaio 2003 ai 33 miliardi di euro (oltre 60.000 miliardi di lire) di gennaio. Ma, in un momento di difficoltà della congiuntura, a crescere sono anche i mutui immobiliari che, confermando la voglia di mattone degli italiani, sono aumentati a gennaio di oltre il 23% rispetto a un anno fa.
Gli italiani sembrano insomma sempre più abbandonare lo stereotipo della formica risparmiatrice. Per far fronte alle spese, le famiglie ricorrono sempre più spesso ai prestiti, soprattutto per le somme da coprire entro 5 anni.
Secondo Bankitalia sono infatti proprio i crediti al consumo tra 1 e 5 anni, quelli che possono cioè essere destinati per esempio all'acquisto di un motorino o dei mobili per la casa, ad essere aumentati di più, da 19,4 miliardi di gennaio dello scorso anno a 23,2 miliardi di euro di gennaio 2004, con un incremento di circa il 21%. Ma gli italiani fanno ricorso ai prestiti anche per potersi permettere la macchina nuova o altri beni di consumo di lunga durata. E a dimostrarlo è la crescita anche dei crediti oltre i 5 anni, passati in un anno da 8,1 a 8,9 miliardi. Diminuisce invece la richiesta per prestiti fino a 1 anno (da 1,2 miliardi di gennaio 2003 a 929 milioni del mese scorso).