Dal giudice di pace per i danni dell'Enel
VERRUA PO. L'Enel promette, ma non risarcisce tutto il danno: «la questione è al vaglio degli uffici competenti» aveva segnalato, due mesi fa, un funzionario che, dopo un primo articolo apparso proprio sul nostro giornale, si era preso la briga di telefonare a quelle che risultano essere vittime di una storia di burocrazia kafkiana, ovvero due pensionati che abitano a Verrua Po e che, ormai da sei mesi, stanno cercando, in tutti i modi, raccomandata su raccomandata, di essere risarciti.
E, inevitabilmente, la vicenda finisce davanti al giudice di pace di Stradella che ha citato l'Enel in una prossima seduta.
La storia ha avuto inizio il 15 settembre dello scorso anno: alcuni tecnici dell'Enel stavano effettuando lavori lungo la linea quando si verificava uno sbalzo di tensione anomala. Risultato? Due televisori, un videoregistratore, un cordless telefonico, un frigorifero ed un forno elettrico nonché una caldaia per il riscaldamento che si trovano nell'abitazione della coppia di pensionati, vengono fulminati.
La caldaia viene riparata, ma per gli elettrodomestici non c'è nulla da fare. Il responso dei tecnici è drastico: sono da buttare. I due pensionati, però, non si perdono d'animo e fiduciosi anche del fatto che i tecnici Enel hanno riconosciuto che si era trattato di un guasto provocato da un'anomalia sulla rete a causa dei lavori in corso, hanno provveduto ad acquistare due nuovi televisori, un nuovo frigorifero ed un nuovo forno. D'altronde, sempre dall'Enel, sin dal 3 ottobre, era pervenuta una lettera che assicurava che ogni azione utile per la verifica dei danni e quindi per il risarcimento sarebbe stata effettuata in modo sollecito.
In effetti, dodici giorni dopo (15 ottobre 2003) ai pensionati arrivava anche la missiva della società incaricata dall'Enel per seguire l'iter assicurativo. Insomma tutto a posto? Macchè: cominciava una lunga e non ancora conclusa negoziazione. Il perito incaricato, infatti, segnalava che per quanto concerneva le spese di riparazione della caldaia (circa 235,4 euro) sarebbe stata applicata una franchigia del 10%. Ma il peggio doveva ancora venire: gli elettrodomestici acquistati sarebbero stati risarciti solo in parte perché, secondo l'assicurazione, avendoli acquistati nuovi, i due pensionati ne hanno tratto un vantaggio.
Scattano una serie di proteste, alla fine la controparte arriva ad offrire il 70% pari a 1400 euro a fronte di un danno certificato di 1726,12 euro.
Per ottenere il resto ovvero circa 400 euro adesso la parola passa al giudice di pace.
Pierangela Ravizza