Berlusconi rassicura Vaticano e alleati


ROMA. Il copione sembrava quello di sempre. Prima le sparate di Bossi contro il Papa e la Chiesa, poi le proteste scandalizzate di Fini e Follini, quindi l'intervento risolutore di Silvio Berlusconi. Poche righe, giusto per mettere a tacere l'ennesima rissa nella Casa delle libertà (senza azzardarsi però a smentire Bossi). Poche parole di cui Fini e Follini si sono affrettati a dirsi soddisfatti. A guastare la ritrovata concordia, e a smentire Berlusconi, ieri è arrivato però un nuovo attacco del Carrocio.
Come in un contropiede ben preparato, lo stesso Bossi, Radio Padania e il capogruppo al Senato Francesco Moro, sono tornati all'attacco della Chiesa e degli alleati.
«Non mi risulta sia mai stata avanzata dalla Casa delle libertà nessuna ipotesi di abolire il regime dell'otto per mille», si limita a sottolineare ieri mattina Berlusconi. Il premier sottolinea invece le relazioni «cordiali e proficue» fra governo e Santa Sede e, assicura che molti vescovi gli hanno riconosciuto «che nessun governo aveva saputo operare cosi concretamente su molti dei temi che stanno a cuore alla Chiesa». Poche parole raccolte al volo da Fini e Follini come una benedizione. Più che sufficienti a fare buon viso anche all'ultima sortita di Bossi. La nota di Berlusconi è «molto, ma molto chiara», si compiace infatti Fini. E si affretta ad assicurare che, da parte sua, «la polemica è chiusa» e che le riforme non corrono rischi. Soddisfatto anche Follini: «Condivido le parole di Berlusconi. Fanno chiarezza, tolgono di mezzo un equivoco e pongono rimedio ad una dissennatezza».
«Chi si accontenta gode», commenta ironico il diessino Vannino Chiti. Massimo D'Alema ricorda che «non si era mai visto un ministro della Repubblica che attacca il Papa». Ma il centrosinistra sottolinea soprattutto che, nelle stesse ore delle dichiarazioni di Berlusconi, Fini e Follini, sono continuati gli attacchi leghisti contro la Chiesa. «Berlusconi non aveva neanche finito di parlare - denuncia Giuseppe Fioroni (Margherita) - che Radio Padania ricominciava l'assalto alla Chiesa con polemiche sullo Ior, la pedofilia, l'autopsia della morte di Papa Luciani e un repertorio di oscenità su presunti abusi che non ha risparmiato neanche il nome di Giovanni XXIII».
Umberto Bossi, da parte sua, torna direttamente a scagliarsi contro An e Udc. Le polemiche di questi giorni, accusa infatti, sono state «create» proprio dai «cosiddetti alleati» Fini e Follini. «Che tutto sia stato fatto a scopo di bassa fucina politica è abbastanza ovvio». Aggiunge che l'8 per mille non è in discussione, e che «non se ne parlerebbe da parte nostra se tutti i giorni sulla stampa vaticana non venisse attaccato il federalismo». Si augura infine che gli alleati non prendano a «mitragliare» la Lega appena superato marzo, vale a dire il termine entro in cui si potrebbe andare ad elezioni anticipate.
Se non bastasse, Francesco Moro, denuncia «l'ingerenza del Vaticano» e il fatto che «ad ogni visita da parte delle autorità italiane presso la Santa Sede, qualcuno della curia arriva con la lista della spesa...». Il capogruppo leghista elenca nel dettaglio tutti i finanziamenti concessi alla Chiesa nelle finanziarie degli ultimi due anni: dai finanziamenti per l'ospedale dell'Opus Dei, o per il Bambin Gesù, alle forniture dell'acqua per la Città del Vaticano, o le spese previdenziali per il personale della Santa Sede. Per concludere: «Qual è lo scandalo se da parte della Lega viene richiesto un ritorno alle origini di questa Chiesa, visto che i soldi ormai ce li ha?».

Andrea Palombi