«C'ero anch'io in Elisa di Rivombrosa»


VOGHERA. Da otto anni lavora nel mondo dello spettacolo. E di ruoli il vogherese Fabio Zerba ne ha interpretati parecchi in tv, cinema e teatro: è stato al fianco di Beppe Grillo, di Fabio Volo su Mtv, ma ha anche preso parte all'ultimo film di Dario Argento «Non ho sonno». E poi cabaret, serate in discoteca e servizi di moda. Ma niente per lui è stato come «Elisa di Rivombrosa».
Una parte da attore vero («Il trattamento non era da comparsa: avevo a disposizione un camper, l'autista, lo stesso albergo dei protagonisti»), ma soprattutto un ruolo in due puntate della fiction più vista degli ultimi tempi: ben 12 milioni di telespettatori. Da allora lo riconoscono e lo fermano per strada. E tutto per quella parte da portavoce del processo in cui il bel conte Ristori viene condannato a morte: «Io stavo sulle spalle di un altro e, sbirciando da una finestra, davo notizie al popolo che, a quei tempi, non era ammesso in tribunale. Sono io a comunicare il verdetto ad Elisa». Una scena, quella, rifatta ben otto volte. E, per interpretarla a dovere, Zerba quasi ci lascia una spalla. Si, perchè la disperata Elisa che avrebbe dovuto tirarlo per un braccio e chiedergli conferma della sorte del suo amato, ci ha messo troppo entusiamo e l'ha letteralmente scaraventato a terra: «Mi è andata meglio di Angelo (lo sposo rifiutato da Elisa) che durante un duello si è fatto male a un dito ed è finito in ospedale». Ma non è stato l'unico ad avere a che fare con i medici: «Alessandro Preziosi per colpa di un virus è stato cosi male da far interrompere le riprese per diversi giorni». E a proposito del protagonista, Fabio mette subito le mani avanti: «Non mi si chieda se c'è stato qualcosa tra lui e Vittoria Puccini: la passione era sul set, per il resto tra loro c'è stata solo amicizia». Non cosi per la cattivissima Lucrezia (Jane Alexander): «Si è innamorata durante le riprese nell'autunno del 2002, ora ha un un bambino». Fabio non vuole che la si chiami perfida, anche se nello sceneggiato, la marchesa appare come tale: «E' simpaticissima, mi diceva che ero il suo piccolino. Chiacchieravamo molto insieme e ci scambiavamo confidenze. Ma, a dir la verità, tutti sono stati deliziosi con me. Quando ho finito di girare la mia parte, tutti si sono alzati in piedi e c'è stato un addio quasi da pianto. Abbiamo lavorato in un clima di serenità assoluta. Mi sono sentito coccolato, malgrado la mia minore importanza la disponibilità di tutti era al massimo». Lodi persino al crudele governatore (Luca Ward): «E' estremamente disponibile. E poi devo ammettere che è un personaggio molto intrigante, con uno sguardo che lascia il segno. Non a caso ogni volta che compariva, i consensi femminili si sprecavano». Inutile chiedere se la scena si ripeteva anche con Preziosi: «Assolutamente, si. E' una persona simpatica e alla mano. Lui e Angelo mi hanno portato fuori a cena a Roma e la gente ci fermava per strada. Gli ho anche chiesto come faceva a vivere in quel modo e lui mi ha risposto: 'Un domani succederà anche a te". Ma più di tutti ho legato con la regista Cinzia Th Torrini, meno con Elisa che a fine riprese era sempre stanchissima». Poi apre l'agendina e mostra tutte le dediche: c'è quella di Isabella (la dama di compagnia di Lucrezia) che parla di lui come 'il più grande piccolo uomo mai conosciuto", c'è un dolce messaggio di Emilia (la piccola Ristori), c'è Lucrezia che lo accusa di farla emozionare al punto da sbagliare le battute, Angelo che lo loda come compagno di divertimenti e la regista che scrive: «Un pezzetto di Elisa ti è entrato nel cuore e tu sei entrato nei cuori di tutti noi». Inutile dire che lo richiamerà a ottobre quando si girerà il seguito della fiction: «Speriamo di avere una parte più produttiva». E soprattutto speriamo che all'azienda dove lavora, gli diano un altro permesso speciale.

Linda Lucini