Poste, una commessa da Telecom

PAVIA. Da lunedi la lavorazione delle raccomandate da Pavia passerà al centro meccanizzato di Peschiera Borromeo. Ma allo stesso tempo gli uffici del centro di smistamento (Cpo) di viale Brambilla acquisiranno una nuova lavorazione, da Telecom: il confezionamento in kit dei modem «Alice» per il collegamento a internet con linea Adsl. Dunque le trattative tra i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Failp, Sailp, Ugl e rsu) e Poste sul futuro del Cpo continua a dare frutti: oltre alla commessa Telecom, infatti, altri 39 dipoendenti potrebbero essere reimpiegati in provincia.
I 39 si vanno ad aggiungere ai 55 che già a settembre l'azienda aveva detto di poter ricollocare nella provincia. Inoltre con la nuova lavorazione dei kit di «Alice», che dovrebbe impiegare 25 persone, salgono a 119, sugli attuali 147, gli addetti che potrebbero trovare un'altra occupazione a Pavia o in provincia.
Poste italiane nel 2002 aveva annunciato l'intenzione di chiudere il Cpo di Pavia, per trasferire la lavorazione della corrispondenza nel centro meccanizzato di Peschiera Borromeo. Da quel momento sono iniziate le trattative per salvare il Cpo e i suoi 147 dipendenti.
Un primo risultato era stato raggiunto proprio a settembre, quando l'azienda disse che in 65 sarebbero potuti rimanere a Pavia: 55 nell'ufficio recapito (36 come autisti, 2 come portalettere, 17 nel settore amministrativo), 10 negli uffici di recapito provinciali.
Questi ultimi, che verrebbero impiegati come postini, sono saliti appunto da dieci a trentanove: 4 a Pavia città, 5 a Vigevano e 30 nei paesi. Tra l'altro questa disponibilità al ricollocamento è la prova - secondo i sindacati - che tra i portalettere esiste una carenza di organico. E' un tema sul quale molto si è insistito: la prova della sofferenza dei postini sta nella quantità di ferie arretrate ancora da smaltire. C'è chi ha accumulato fino a 80 giorni, e deve ancora farne una parte di quelle che gli spettavano nel 2002.
Se 119 in teoria sono ricollocabili in provincia, altri 14 sarebbero disponibili a trasferirsi nell'Alessandrino oppure a tornare al Sud.
Sempre che tutte le ipotesi di ricollocazione vadano a buon fine, resterebbero una quindicina di addetti. Il sindacato spinge perché una parte degli addetti del Cpo sia eventualmente trasferito alla sportelleria, nella quale ci sono parecchi buchi d'organico. Fin dall'inizio si è puntato a raggiungere un altro obiettivo, nel caso non si fosse riusciti a mantenere intatto il centro di smistamento (che tra l'altro ha alti standard di qualità): l'obiettivo minimo era quello di mantenere in vita il Cpo, facendo arrivare nuove lavorazioni. L'arrivo della commessa Telecom, una novità in Lombardia, rappresenta un primo passo in questa direzione.