Il Papa invoca leggi rispettose della morale
CITTÀ DEL VATICANO. I legislatori, quelli cattolici in particolare, «non possono contribuire a formulare o approvare leggi contrarie «alla norme primarie e essenziali che regolano la vita morale, espressione dei più alti valori della persona umana». Il richiamo è venuto da Giovanni Paolo II.
Il Papa si è cosi espresso in occasione delle presentazioni delle credenziali del nuovo ambasciatore argentino presso la Santa Sede, Carlos Luis Custer.
Giovanni Paolo II ha ricordato il rispetto della vita umana e del matrimonio e il valore inestimabile della pace. Pace anche sociale, vista la grave situazione economica che si trova ancora a vivere l'Argentina.
In particolare sul matrimonio, Giovanni Paolo II ha ribadito che in questo momento si tende a «ridurre il matrimonio a mero contratto individuale» a degradarlo a semplice «forma accessoria nel corpo sociale».
Invece - ha continuato su questo argomento Giovanni Paolo II - le autorità pubbliche devono proteggere e favorire la famiglia, nucleo fondamentale della società, in tutti i suoi aspetti, sapendo che cosi promuovono uno sviluppo sociale giusto, stabile e promettente».