La maturità di Barrichello: sono più tranquillo Per il titolo ci sono anch'io
Rubens Barrichello è motivatissimo alla vigilia del debutto con la F2004. Forte del contratto siglato fino al 2006, il pilota brasiliano è talmente sereno e gasato al punto di parlare anche di titolo mondiale. «Mai come quest'anno - ha detto - posso correre per vincere. Tra i candidati al successo finale ci sono anch'io». Rubinho dice tutto ciò senza remore, senza i timori reverenziali che lo hanno condizionato negli ultimi anni: «Sono diventato più calmo, più riflessivo e questo mi permetterà di giocarmi il mondiale nei prossimi tre anni».
Barrichello è fiducioso nei propri mezzi. Per Rubinho, infatti, sono intatti, anzi aumentate, le proprie possibilità di battere Michael Schumacher e guadagnarsi il suo primo titolo iridato: «Con Michael è sempre una sfida molto dura, ma quest'anno credo che il campionato sarà sufficiente aperto, quindi io darò il mio massimo. Come pilota, devo crederci sempre per potere arrivare al titolo».
Ma anche quest'anno la concorrenza è forte: «Gli avversari saranno tanti ed agguerriti. La Williams fa paura, la McLaren c'è sempre e la Renault cresce».
Barrichello non è particolarmente preoccupato dalle nuove regole: «Qualche motore cederà nel corso del fine settimana, obbligandoti automaticamente a partire dietro. Qualcuno sbaglierà la cambiata, aumentando le possibilità di sorpasso. Guidare con la cambiata manuale sarà più difficile». La macchina nuova? «Si tratta di un'evoluzione della F2003-GA anche se in realtà è cambiata al 99% rispetto a quella vecchia. Il potenziale è grande, speriamo lo possa esprimere fin dal debutto a Melbourne. Le premesse mi spingono ad essere ottimista». Una fiducia aumentata dopo l'exploit nei test al Mugello, dove Barrichello ha letteralmente disintegrato il record della pista.
Il collaudatore 'titolare" Luca Badoer si accinge a vivere la settima stagione alla Ferrari. Il suo è un ruolo oscuro ma fondamentale per lo sviluppo della macchina: «Non è vero che sia frustrante lavorare nei test di collaudo. Mi sono abituato a fare qualcosa come 20-25 mila chilometri all'anno e so che ci devo mettere il massimo impegno se si vogliono avere risultati».