Pescante: «I russi sono seri»


ROMA.Si è svolto ieri il consiglio d'amministrazione della As Roma Spa. Avrebbe dovuto discutere l'offerta fatta dalla Nafta Moskva, la società russa che vuole acquistare la Roma per la cifra record di 400 milioni di euro, ma le perquisizioni da parte della Guardia di Finanza che hanno coinvolto le sedi amministrative di tutte le società di serie A e B, hanno reso impossibile ai dirigenti romanisti esaminare dati e incartamenti indispensabili per andare avanti con l'affare moscovita. I dirigenti giallorossi hanno quindi deciso di rinviare il Cda a domenica prossima, rendendo pubblico l'ordine del giorno secondo il quale «non è prevista una discussione sulla proposta russa».
Un'affermazione, quella proveniente da Trigoria, a cui non crede nessuno. E' noto che il patron giallorosso, Franco Sensi, è ansioso di chiudere l'affare a fronte di un'offerta molto allettante. Inoltre le nubi che erano apparse all'orizzonte nei giorni scorsi e che mettevano in discussione la serietà dell'offerta russa, sembrano dipanarsi dopo le dichiarazioni rilasciate da Mario Pescante, sottosegretario ai Beni Culturali, con delega allo Sport.
Intervenendo alla trasmissione dell'emittente Radio Radio, Pescante ha raccontato come trovandosi ad Atene per una riunione del Comitato olimpico in preparazione delle prossime Olimpiadi, abbia avuto modo di incontrarsi con diversi esponenti del Cio russo, i quali lo avrebbero rassicurato sulla serietà dell'offerta da parte della Nafta Moskva. «Io riferisco cose ascoltate - ha precisato Pescante - però mi dicono che sono persone affidabili, al massimo livello russo. E mi dicono anche che queste persone siano abbastanza vicine ad Abramovich. La Roma è la squadra della capitale d'Italia, si tratta di una scelta meditata, non improvvisata. Non si improvvisa con 400 milioni di euro di mezzo».
Quando a Pescante viene chiesto se al governo potrebbe creare problemi lo sbarco dei russi a Roma, il sottosegretario risponde, riferendosi a Cirio e Parmalat: «Io dico che le sconfitte dell'imprenditoria italiana si sono verificate in altri settori».

Andrea Provvisionato