Maggi boccia la candidatura di Lombardi
STRADELLA.Acque agitate nel centrosinistra: Luigi Maggi, presidente della SpA Broni-Stradella e capogruppo consiliare della Torre civica, frena sulla candidatura a sindaco di Pierangelo Lombardi, ds, già alle redini dell'amministrazione comunale dal 1988 al '95 e attuale numero due della giunta Visponetti. «Lombardi - osserva Maggi - è il candidato proposto dai Ds e non l'espressione dell'intera coalizione. Allo stesso modo, ritengo improprio e riduttivo definire la Torre civica come uno schieramento di centro sinistra allargato a una possibile alleanza con Rifondazione comunista e Pdci. La Torre è nata nove anni fa come lista civica costruita attorno alla candidatura di Visponetti, anche se al suo interno trovano spazio esponenti legati a movimenti diversi. Una coalizione che nel tempo si è rivelata vincente. Non è un caso che, alle ultime elezioni amministrative, è riuscita ad ottenere 1200 voti andati invece a Forza Italia alle politiche». Ma allora chi sarà il candidato sindaco della Torre? «Per ora non c'è nulla di deciso - ribatte Luigino Maggi - Come abbiamo già ribadito in più occasioni, dovrà essere un candidato possibilmente senza alcuna etichettatura politica, espressione delle forze che costituiscono la coalizione che dovrà rappresentare e soprattutto in grado di catalizzare il più possibile il consenso dei cittadini compresa quella fetta di elettorato moderata ma non esplicitamente schierata, che alle politiche si esprime per il centro destra. Un concetto che è emerso anche nel corso della recente riunione del locale circolo della Margherita. Lombardi, a mio avviso, rappresenterebbe troppo la sinistra». Si preannuncia, dunque, un lungo braccio di ferro fra Ds e Margherita. Dopo due legislature nel segno di Visponetti, uomo di centro ora collocato nell'area della Margherita, i Ds premono per il via libera a Lombardi nella logica dell'alternanza. «Il candidato ideale della coalizione - mette le mani avanti Maggi - non deve essere espressione di rivendicazioni politiche, ma una persona al di sopra delle parti e sul cui nome ci sia una convergenza unanime». Un identikit che sembra attagliarsi alla figura di Piergiorgio Maggi, ex democristiano, ma da anni senza tessere di partito (ma è vicino alla Margherita), una solida esperienza amministrativa maturata come assessore ai servizi sociali prima con Lombardi, poi con Visponetti. E' lui l'uomo su cui punta con decisione Luigi Maggi, padre «storico» dell'area moderata stradellina che non si riconosce nel centro destra. Ma i Ds, che hanno a Stradella una delle loro roccaforti, non sembrano disposti a cedere facilmente il campo.
Pierangela Ravizza