In fin di vita la bimba accoltellata


COMO. E' appesa ad un filo la vita della bimba di appena 2 anni accoltellata all'addome dalla madre, all'interno della chiesa di San Luigi a Lurate Caccivio, in provincia di Como. La piccina è ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale 'Valduce" di Como dove i medici mantengono riservata la prognosi dopo il delicatissimo intervento chirurgico all'addome.
La mamma l'ha colpita tre volte con un coltello dalla lama lunga 15 centimetri. Un fendente è stato più forte degli altri tanto da compromettere il fegato. La bambina è stata sottoposta a numerose trasfusioni di sangue e i medici, seppur fiduciosi, temono di doverla rioperare d'urgenza. La madre, Emanuela Brunelli, 32 anni, si trova nel reparto di Psichiatria del Sant'Anna, piantonata a vista e in stato di fermo per tentato omicidio. Il sostituto procuratore Massimo Astori della Procura di Como ieri mattina ha chiesto la convalida del fermo della donna che verrà interrogata non appena l'effetto dei sedativi, che i medici le hanno somministrato, avranno terminato l'effetto. Da un anno separata dal marito, dopo il folle gesto compiuto sull'altare della chiesa, ha tentato di togliersi la vita infliggendosi diversi colpi al torace con lo stesso coltello usato per ferire la bambina. Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, la donna, verso le 16,30 di martedi pomeriggio, è entrata in chiesa e dopo aver colpito la figlioletta ha tentato il suicidio. La prima ad entrare in chiesa è stata la nonna della bambina e subito dopo altre persone hanno prestato i primi soccorsi tra cui una signora che ha udito pronunciare frasi sconnesse dalla giovane mamma: «Lo faccio per la pace e per purificare il mondo». Trascinandosi verso l'acquasantiera per bagnarsi le mani sporche di sangue e farsi il segno della croce, la donna ha continuato a ripetere che non era successo nulla di grave.
Emanuela Brunelli avrebbe agito in un momento di follia, da tempo soffriva di depressione e da alcune settimane manifestava sintomi di instabilità, tant'è che un paio di giorni fa la madre l'aveva portata dal medico. La famiglia Brunelli è molto conosciuta a Lurate Caccivio per via del ristorante di proprietà dove Emanuela faceva la cameriera. Un'ora prima di compiere il tragico gesto la donna era uscita di casa per comprare le sigarette e si era avviata con la figlia verso la chiesa. La madre di Emanuela era a pochi passi, la seguiva perché preoccupata per le instabilità psicologiche della figlia. Ma quando la donna è entrata con la piccola in chiesa nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo. Il gesto folle trova solo una spiegazione: la depressione causata dalla morte del padre, avvenuta nell'agosto scorso, e la separazione dal marito. Bella, simpatica, sempre sorridente, dicono i vicini di casa che, però, ammettono che la depressione l'aveva segnata. «Tre anni fa si è sposata e se n'è andata da Lurate», raccontano i vicini, «e quando un anno fa ha fatto ritorno perché il matrimonio era finito, è apparsa subito molto cambiata. Triste». Molto scosso è anche don Luigi Zoni, il parroco: «Di fronte a drammi come questo bisogna avere una grande comprensione umana. Quanto accaduto, mi ha sconvolto ancor prima che come sacerdote, come uomo».

Roberta Rizzo