Consumatori: «Passo avanti». Politici: «Chiarezza subito»

ROMA.Un «atto dovuto» per la Banca d' Italia; una decisione che «conforta» le associazioni dei consumatori; e in mezzo il mondo politico che chiede di «fare chiarezza con sollecitudine» sulla vicenda.
Sono le reazioni a caldo alla notizia che il governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, è stato indagato per favoreggiamento reale e truffa aggravata e continuata per il collocamento di presunti prodotti ingannevoli emessi dalla ex Banca 121.
Consumatori, superare muro di gomma: «Noi naturalmente abbiamo fatto moltissime denunce alla magistratura ipotizzando anche l'omessa vigilanza di Bankitalia», ricorda Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef commentando la notizia. «Finora - afferma - la magistratura più attenta, come quella di Brescia che ha indagato su Bipop-Carire si è fermata davanti al muro di gomma di Bankitalia ritenendola invalicabile, al di sopra delle leggi e dei regolamenti. Ora la procura di Trani ritiene di superare questo muro di gomma. Noi confidiamo nella giustizia e che Fazio possa dimostrare la sua estraneità a fatti di grande rilevanza che hanno avuto come effetto il vanificarsi per molti dei risparmi di tutta una vita».
Politici, fare chiarezza in tempi rapidi: «Le notizie negative sorprendono sempre e dispiacciono». Silvio Berlusconi commenta cosi la notizia sulle indagini riguardanti il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. «Certamente - osserva il premier - dovremo considerare anche questo fatto, che si è aggiunto agli altri che già conosciamo; per cui abbiamo sul tavolo anche il problema del comparto creditizio». Per il resto, unanime la presa di posizione di numerosi esponenti politici che invitano «con sollecitudine» a chiarire la vicenda. Se il numero due della Lega, Roberto Calderoli, dice di «non voler sparare sulla Croce Rossa» e il vicecapogruppo alla Camera della Lega, Federico Bricolo invita il governatore a dimettersi, per il centrista Ivo Tarolli (Udc) «è importante che le indagini vengano svolte con sollecitudine per chiarire la situazione». «Dio ci scampi e liberi dalle iniziative delle procure di provincia», è il commento a caldo del ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi.
Antonio Di Pietro invita a «non drammatizzare» la vicenda: «Prendiamo gli avvisi di garanzia per quello che sono in realtà». Per Roberto Pinza, del Dipartimento economico della Margherita, «nessuno deve trarre elementi di colpevolezza, né tanto meno conclusioni politiche per il solo fatto che c'è un'inchiesta».