Uccise il padre, la madre e il fratello: dopo 5 anni Carretta è in semilibertà
PARMA. Il Tribunale di sorveglianza di Brescia ha concesso la semilibertà a Ferdinando Carretta, che dopo essere stato rintracciato a Londra nel novembre '98 confessò di aver ucciso, nella sua abitazione a Parma il 4 agosto 1989, l'intera famiglia. Carretta si trova sottoposto dal dicembre '98 a misura di sicurezza all'Ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere.
L'avvocato Gianluca Paglia, che ha reso nota la decisione del Tribunale di sorveglianza, ha detto che Ferdinando Carretta è «contento e soddisfatto, e già all'udienza del 3 febbraio era apparso tranquillo e fiducioso. Questa tappa era importante nell'ambito del programma di recupero che sta seguendo». Spetta ora alla direzione dell'Opg mantovano - ha spiegato il legale - redigere un piano di trattamento e disciplinarne i tempi e i modi di applicazione. Potrebbe aumentare, ad esempio, il numero di lezioni settimanali che può frequentare a Mantova, e avere un orario più elastico di uscita e di rientro in ospedale, dove comunque continuerà a passare la notte. Ai primi di giugno, poi, il magistrato di sorveglianza di Mantova, in una nuova udienza che si terrà all'ospedale di Castiglione delle Stiviere, dovrà valutare - sulla base degli ulteriori progressi di Carretta - se prorogare ulteriormente la permanenza dell'uomo, oggi poco più che quarantenne, all'Opg (una prima proroga di sei mesi era stata decisa nel dicembre scorso, al termine dei cinque anni di internamento stabiliti dalla Corte d'Assise di Parma, che prosciolse l'imputato dall'accusa di omicidio volontario per vizio totale di mente all'epoca dei fatti) o se revocare la misura di sicurezza, facendolo cosi tornare completamente libero. Ma questo potrà accadere solo se nel frattempo, oltre alla valutazione sul percorso compiuto da Carretta, l'uomo avrà trovato la possibilità di un lavoro e di un alloggio esterni alla struttura. Non si parla comunque di un possibile ritorno a Parma, quantomeno in un primo periodo: «Ferdinando Carretta non ha manifestato l'intenzione di tornare nella sua città», ha aggiunto l'avv. Paglia, che lo difende assieme al collega Marco Moglia. «Dire ora quale sarà la nostra linea in occasione dell'udienza di giugno è prematuro - ha detto - Lo valuteremo nei prossimi mesi». A Parma, nella casa di via Rimini, Carretta era già tornato a metà settembre per un'ora, per recuperare effetti personali; al sopralluogo aveva partecipato anche la zia paterna, Paola, che ha intentato una causa civile contro Ferdinando per essere nominata erede dei beni che ritiene di sua spettanza. Ma l'uomo - che disse di aver sterminato la famiglia, in una drammatica autoconfessione a 'Chi l'ha visto?" su Rai3, e di averne gettato i corpi (mai ritrovati durante nove anni di ricerche) in una discarica - non è stato dichiarato dai giudici nè interdetto nè inabilitato, quindi, sostengono i suoi legali, potrebbe gestire come unico erede legittimo il patrimonio familiare.