Don Chisciotte, cosi diventiamo protagonisti

VOGHERA. Studenti, ma anche attori. La nostra classe sta affrontando con grande impegno la «versione satirica» di Don Chisciotte, il poema di Cervantes, una delle opere più lette al mondo. Due nostri compagni, Luca Canobbio ed Edoardo Orsi, alternandosi, hanno deciso di fare le parti dell'«eroe». «Ci siamo siamo subito calati nella parte del personaggio perché rispecchia alcuni lati del nostro carattere. Infatti Don Chisciotte, essendo un personaggio strambo, con le sue imprese fa divertire la gente: e noi, con il nostro carattere, cerchiamo di ottenere lo stesso risultato».
Don Chisciotte è una stramba persona dell'epica cavalleresca, amante dei romanzi d'avventura e capace di rimanere chiuso in una stanza per giorni e giorni in compagnia dei suoi inseparabili romanzi cavallereschi. Per lui erano storie fantastiche e prodigiose.
Un giorno, forse preso dall'entusiasmo che quei libri gli trasmettevano, prese uno scola-pasta che usò come elmo, un manico di scopa come spada e del pentolame come armatura.
Poi andò nella stalla e trovò un bellissimo purosangue che, in realtà, era un vecchio cavallo pieno di croste e di mosche che gli ronzavano intorno. Dopo aver riflettuto a lungo sul nome da dare al bellissimo cavallo, gli venne il nome giusto al momento giusto: Ronzinante. Poi si autoproclamò Don Chisciotte della Mancia, valoroso cavaliere (si fa per dire) pronto a salvare «il suo mondo». Come tutti i valorosi guerrieri il nostro «eroe» aveva bisogno di un aiutante, che non fece fatica a trovare, e di un'amata: Dulcinea del Toboso. Tutti lo prendevano per matto, bastava guardarlo caricare contro un mulino a vento che faceva passare per un gigante, oppure buttarsi in un gregge di pecore pensando che fossero un esercito di soldati. «Anche se siamo solo all'inizio - continuano Luca ed Edoardo - questa recita promette tante risate e... tanto divertimento. Alle prove ci divertiamo molto, soprattutto quando ci sono improvvisazioni che risultano buffe e anche un po' ridicole». E l'immancabile Sancio Panza, aiutante del valoroso cavaliere? «Sancio Panza - a rispondere è lo studente-attore che lo interpreterà, Ivan Montalto - è un amante del cibo, e la prova schiacciante di quanto detto è la sua immensa 'panza". Se per caso lo cercaste, ci sono due posti dove lo si può trovare: o in groppa al suo asino altrettanto... largo, o a un tavolo di qualche posto dove servono cibo in abbondanza. Nella parte del bizzarro personaggio mi trovo bene, anche se l'unica cosa che disprezzo è la 'panza". Di lui mi piace l'ironia e la semplicità che trasmette al pubblico».
L'opportunità di fare teatro ci è stata proposta anche l'anno scorso, ed è stata accettata, anche se abbiamo fatto una rappresentazione meno impegnativa: fili d'erba senza fissa dimora.
Anche l'anno passato ci siamo divertiti tantissimo e dopo quell'esperienza, quando ci è stato chiesto se volevamo riproporla davanti ai nostri amici e parenti, abbiamo subito accettato, perché sappiamo che anche quest'anno riusciremo a far ridere e commuovere (dalla felicità, si spera) tante persone.
Un ringraziamento particolare va a Bruno Cavanna, che ci ha diretto l'anno scorso, e a uno dei componenti della sua compagnia (la compagnia della corte): Gian Paolo Albasini. Grazie a lui quest'anno potremo mettere in scena Don Chisciotte.
La data della nostra rappresentazione non è ancora stata fissata, ma verrà quasi sicuramente fatta nel mese di maggio di quest'anno, presso il teatro del centro Adolescere.
Intanto vogliamo prepararci bene per questa nostra esperienza davanti al pubblico.
E per concludere ricordiamo ancora i nomi degli interpreti di questo teatro: Don Chisciotte: Luca Canobbio-Edoardo Orsi; Sancio Panza: Ivan Montalto; aiuto: Carlotta Rebasti.