Rifiuta l'amputazione Donna rischia di morire


MILANO. Il caso di Maria, la 62enne di Milano morta dopo aver rifiutato l'amputazione della gamba, rischia di ripetersi. A Sanremo una donna di 65 anni, sofferente di una cancrena avanzata a causa del diabete, potrebbe morire se non le verrà amputato al più presto un piede.
Ma anche lei, come Maria, ha rifiutato l'intervento chirurgico. Ricoverata da una settimana all'ospedale Borea, i medici e i figli della donna hanno chiesto aiuto al procuratore capo di Sanremo, Mariano Gagliano, che ieri pomeriggio ha voluto incontrare la paziente, per cercare di convincerla. «Non vorrei che questo caso si concludesse come quello di Milano» ha detto il magistrato, che si è intrattenuto un'ora nella stanza della malata e ha parlato a lungo con il primario del reparto per capire la gravità della situazione.
«La decisione - ha spiegato il procuratore - di rispettare la volontà del malato non mi consola. La libertà dell'individuo è sacra cosi come il diritto alla vita». All'uscita dall'ospedale il procuratore, che ha chiesto il silenzio stampa sulla vicenda «nel rispetto di sentimenti privati», ha detto di non credere che la donna possa cambiare opinione «anche perchè il suo non è un 'no" ragionato, ma rapportato a una sua situazione caratteriale, di possibilità di valutazione» in quanto «non è del tutto consapevole della propria malattia». Non è dunque escluso che la magistratura proceda ora a una «valutazione della volontà soggettiva - ha aggiunto il procuratore - e questo può essere fatto solo con un processo di interdizione. Mi auguro che se questa sarà la strada sia abbastanza veloce per arrivare prima che si verifichi qualcosa di più drammatico». Anche don Michele Veneziano, cappellano dell'ospedale, tenterà di esortarla a farsi operare «ma non cercherò di convincerla perchè convincere a volte significa costringere. La fede cristiana lascia liberi di decidere».
«La legge consente al cittadino la facoltà di scegliere», ha spiegato il direttore dell'Aziansa sanitaria locale 1 di Imperia, Mauro Barabino. «Noi faremo ogni verifica, perchè tutto avvenga nella regolarità, ma l'ultima parola spetta al malato».
Nel giro di poche settimane, quindi, due casi di donne malate di diabete che rifiutano l'amputazione. A detta degli esperti si tratta di casi isolati.
«Nella pratica clinica non è frequente il rifiuto ad un intervento chirurgico di amputazione di un arto a causa del diabete avanzato» ha spiegato il professor Giovanni Ghirlanda, diabetologo dell'università Cattolica di Roma. Secondo le più recenti statistiche il 70% delle amputazioni non dovute a traumi sono causate dal diabete.

Monica Viviani