Clandestino per la terza volta

VIGEVANO.Ha raccontato di essere arrivato in Italia su un gommone dopo un viaggio d'inferno costato la vita a 27 persone. Al racconto confuso di Gion Kola, 42enne albanese, non sono stati trovati riscontri. Le uniche certezze riguardano la sua presenza sul suolo italiano come immigrato clandestino. Kola era già stato rimpatriato due volte e per la terza volta ha ritentato l'avventura. Il viaggio in Italia è finito l'altra mattina in piazza Ducale, quando una pattuglia della volante lo ha fermato e gli ha chiesto di mostrare i documenti. Gion Kola era privo di permesso di soggiorno e un controllo ha rilevato che nei suoi confronti erano già stati emessi due decreti di espulsione dalla questura di Lecco (in quel caso Kola aveva dato il nome di Dragan Krivotapic) e di Piacenza. Il 20 settembre scorso la polizia lo aveva accompagnato all'aeroporto di Bologna e imbarcato su un aereo in partenza per l'Albania. Ma Gion ci ha riprovato ed è finito in manette per violazione della legge sull'immigrazione. Ieri mattina è comparso davanti al giudice Ivana Caputo che ha accolto la richiesta di patteggiare sei mesi di reclusione, concordata tra il pubblico ministero Rosa Muscio e l'avvocato difensore Angelo Rovegno. Gion non aveva più diritto alla sospensione condizionale e al termine dell'udienza è stato riaccompagnato in carcere. Nei corridoi del tribunale l'imputato, in evidente stato di confusione e agitazione, ha dato in escandescenze battendo la testa contro un muro. Gli agenti della volante sono stati costretti ad ammanettarlo prima di condurlo in auto per raggiungere il carcere. (l.g.)