I sindacati verso lo sciopero generale

ROMA. Sindacati verso un nuovo sciopero contro la riforma delle pensioni. La decisione formale sarà presa nel corso della prossima assemblea nazionale dei delegati fissata per il 10 marzo prossimo. Quasi scontato che la decisione di Cgil, Cisl, Uil sarà uno sciopero generale, probabilmente di 4 ore. I sindacati vogliono inserire la loro opposizione alla riforma all'interno di una battaglia più generale sul welfare, il peggioramento del tenore di vita degli italiani e il rischio del declino produttivo e industriale. Sulle pensioni i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil hanno apprezzato le modifiche apportate alla delega, ma non sono soddisfatti.
Ieri Gugliemo Epifani ha criticato la riforma: «Il punto su cui proprio non ci siamo è l'innalzamento dell'età». Il segretario della Cgil ha spiegato che è vero che non ci sarà più lo «scalone», ma è anche vero che si è fatto uno scalone di altro segno e di altro tipo e questo penalizzerà soprattutto le donne e la fascia di lavoratori coinvolta per l'anagrafe. Per questi ultimi la permanenza al lavoro sarà di oltre quattro anni rispetto a quello che sarebbe avvenuto senza la riforma. Epifani ha spiegato anche che la riduzione delle finestre di uscita da quattro a due in un anno comporterà inevitabilmente un rinvio di qualche mese della pensione per una consistente fascia di lavoratori. Un ritardo medio di almeno tre mesi.
Sia il segretario della Cgil, che i suoi colleghi di Cisl e Uil, Pezzotta e Angeletti, apprezzano le nuove misure sul Tfr e la decontribuzione. Il passaggio del Tfr ai fondi pensione non è più obbligatorio come nella prima versione della delega di Maroni, mentre la decontribuzione (il taglio dei contributi per i i nuovi assunti) è per ora accantonato. Ma queste modifiche non bastano per strappare il consenso dei sindacati.
Sul fronte politico delle opposizioni arrivano intanto molti no e qualcuno propone di lanciare una vera e propria campagna contro la riforma. Da una parte ci sono infatti i Ds e la Margherita (che tra l'altro aveva presentato una proposta alternativa) che ritengono sbagliata l'ultima versione della riforma approvata da palazzo Chigi. I Democratici di sinistra promettono in particolare che daranno battaglia in parlamento per tentare quantomeno di modificare le parti più sbagliate del provvedimento. In questo senso si è espresso ieri il segretario Piero Fassino.
Il segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti è più perentorio. «Alzare l'età della pensione - ha dichiarato - è un atto intollerabile». La riforma del governo Berlusconi deve essere combattuta. Il governo ha deciso di procedere in modo autoritario - ha detto Alfonso Gianni del Prc - e giustamente si beccherà uno sciopero generale. Anche Oliviero Diliberto a nome del Pdci, invoca lo sciopero generale.
Lo sciopero non è escluso neppure dalla Cisl, che pure aveva tentato di trovare un accordo. Ieri Savino Pezzotta ha detto che ci sono ancora troppe cose che non vanno, nonostante l'emendamento formalizzato ieri dal governo. Il segretario della Uil, Luigi Angeletti, punta sulle modifiche in Parlamento, mentre Giuliano Amato invoca una soluzione consensuale.