Eredità Bottigella, otto appartamenti all'asta
PAVIA. L'11 marzo prossimo, alle ore 11 presso la sala riunioni del Comune, si terrà l'asta per la vendita di otto immobili situati a Roma, parte dell'eredità di Anna Maria Bottigella, la benefattrice che aveva lasciato tutti i suoi beni, o quasi, ai cittadini disagiati di Pavia. In totale la base d'asta è di circa 930mila euro, una somma che l'amministrazione comunale spera possa aumentare trattandosi, appunto, di un'asta pubblica. Per ogni informazione e per le caratteristiche precise sia degli otto lotti, sia per verificare i singoli valori di base d'asta, si può consultare il sito Internet del Comune (www.comune.pv.it).
Maria Bottigella, una romana originaria di Cassolnovo e scomparsa il 28 agosto 1998, decise di destinare quasi tutti i suoi beni ai poveri della città. In totale circa 2 milioni di euro. Pur non essendo originaria di Pavia (era nata a Cassolnovo), aveva il capoluogo nel cuore. to. A spiegare la ragione di questa scelta fu Edoardo Salbitani, un ingegnere romano, esecutore testamentario della scomparsa: «A convincerla in questo senso - raccontò tre anni fa alla Provincia Pavese - fu il legame con la storica famiglia rinascimentale dei Bottigella (si pensi al palazzo che ospita la sede dell'Ascom in corso Cavour, ndr). Non aveva figli, non aveva parenti: cosi, intorno al 1995, mi disse che voleva fare testamento. Allora me ne occupai con il notaio Domenico Vitagliano e lei disse, chiaramente, che in qualche modo voleva, con quell'atto, onorare la discendenza. E lo fece, credo, nella maniera migliore, destinando ogni suo avere ai poveri di Pavia». Averi che ottenne, intorno agli anni Sessanta, sposando un ricco imprenditore romano che, quando mori, le lasciò una notevole eredità ed una trentina di immobili.
Beni, dopo la causa giudiziaria, divisi con la figlia di primo letto del marito della Bottigella, Fiorella Bossi. In totale, tre appartamenti, sedici alloggi in comproprietà (tra questi gli otto immobili messi adesso all'asta dal Comune), titoli e liquidi per un valore stimato appunto intorno ai quattro miliardi di vecchie lire. Parte della somma sarà destinata alla realizzazione e manutenzione di alloggi comunali. (f. ma.)