A soli 16 anni ha ucciso il diciottenne
NAPOLI. Sedici anni, lo sguardo perso nel vuoto, tra le mani il cellulare. E' lui l'assassino di Francesco Estatico, il 18enne ucciso domenica scorsa a Napoli perché aveva sorriso a una ragazza. E' incensurato, si chiama Umberto R. L'altra notte si è presentato in Questura con il suo avvocato per costituirsi quando ha capito che non c'era più nulla da fare.
Già l'altro giorno gli investigatori lo avevano identificato come il responsabile del brutale omicidio. In Questura il ragazzo ha confessato il delitto, ammettendo ogni responsabilità e ha collaborato per la ricostruzione delle fasi dell'omicidio. Dopo poco, si è consegnato ai poliziotti anche Salvatore Salzano, 21 anni, incensurato, operaio in un negozio per la vendita di elettrodomestici a Secondigliano. Il complice dell'omicida, che aveva già preso contatti con gli inquirenti per costituirsi, si è recato dagli agenti proprio mentre il questore Franco Malvano spiegava i fatti ai cronisti.
«Non è un caso che sia successo proprio oggi», ha commentato tra le lacrime Ernesto Estatico, il padre del ragazzo ucciso. Sfiancato dal dolore, l'uomo è stato sorretto da familiari e amici durante la cerimonia funebre che si è svolta nella chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo di Soccavo, gremita da una folla annichilita che ha lungamente applaudito il feretro. In prima fila i genitori della vittima con gli altri due figli, Pietro e Mirko. Nunzia, la giovane madre, ha assistito alla cerimonia funebre accasciata sulla panca: «Non provo odio per chi ha ammazzato il mio Francesco», ha detto al parroco.
«E' un esempio fortissimo - ha detto il sindaco Iervolino - quello di questa mamma che non piange, non urla, non si dispera, ma ha anche la forza di dire che non odia». Ancora sotto choc gli amici come Lia, che dal pulpito ha lanciato un messaggio forte: «Quale avvenire ha una società in cui non si può sorridere a una ragazza?». Mentre centinaia di persone rendevano omaggio a Francesco, gli investigatori ricostruivano l'esatta dinamica dell'agguato, grazie alle dichiarazioni dell'omicida sedicenne. Umberto, l'assassino, ora è disperato. Lavora come garzone a Secondigliano, il quartiere in cui vive assieme al padre e la madre, definita una persona per bene da quanti la conoscono. Alla polizia ha detto di non essersi reso conto di aver ucciso Francesco Estatico. «L'ho saputo soltanto quando sono tornato a casa - ha spiegato -. L'ho scoperto guardando il telegiornale». Subito si è allontanato da casa, rifugiandosi da conoscenti.
Anche il suo complice, Salvatore Salzano, ha ammesso tutto. Secondo un testimone, il 21enne avrebbe gridato a Salzano «uccidilo, uccidilo», incitando cosi Umberto che stava già accoltellando Francesco. Lo stesso assassino ha ammesso di aver ucciso il giovane per uno sguardo di troppo lanciato alla sua ragazza. «Era troppo forte per me - ha gridato agli agenti -. Mi stava mettendo sotto, per questo ho tirato fuori il coltello».
Il sedicenne si trova ora nel centro di prima accoglienza ai Colli Aminei. L'arma del delitto è un coltello multiuso, che sembra essere l'ultima moda tra i giovani napoletani. Coltelli piccoli, venduti soprattutto dagli ambulanti cinesi.