L'esempio di Olivelli non si cancella mai
Invio, per la pubblicazione, uno stralcio dell'ultima lettera mandatami dal prof. Vittorio Bocchetta di Verona, relatore ufficiale al convegno su «Teresio Olivelli, martire per la Libertà», celebratosi il 30 aprile 2003 presso l'aula magna del collegio Ghislieri di Pavia.
E' una breve riflessione sull'attualità dell'esempio di Olivelli, a cui Bocchetta deve la propria salvezza dal lager di Hersbruck.
Emanuele GallottiPartigiani cristiani, Pavia
Emanuele, amico mio,... chiedi a me se l'esempio di Teresio abbia oggi effetto sui tempi che corrono? Ecco, io non sono sicuro che un mio giudizio sia abbastanza rilevante, ma, comunque, non esito a esprimerlo: i tempi che corrono? Ma da quando son nato, tanti e tanti anni fa (classe 1918), ho sentito ripetere questa frase in una continua e costante lamentela.
Abbiamo avuto 'sempre" tempi peggiori e 'sempre" li abbiamo superati e dopo ogni bufera, presto o tardi, abbiamo avuto il sereno. Certo, i danni sono stati evidenti ma ogni volta si è 'sempre" rivelato 'l'esempio". Mi è stato dato di essere anch'io travolto da quel ciclono che aveva minacciato il mondo: anche se era 'tempo che corre" ed è stato tempo cruciale per l'intera umanità, io ho avuto la sorte di aver visto manifestarsi l'offerta (letteralmente l'olocausto) di Teresio. Non è dunque stata questa più che un esempio? O non è dunque stato forse un messaggio di redenzione? (Cosi, io penso, lo avrebbe interpretato San Tommaso). A volte, quando mi chiamate per ricordare Olivelli, sento quasi di essere stato risparmiato allo scopo.
Ma, caro Emanuele, nel dirti queste cose mi trovo tanto imbarazzato perchè non credo di aver fatto niente per meritarlo. Sono solamente sopravvissuto.
Comunque sono cosciente della mia esperienza e credo che 'l'esempio" sia alto e chiaro. Io vado continuamente fra i giovani a ricordare e, ti assicuro, la curiosità dei nostri ragazzi è troppo viva e generosa per non lasciare un segno profondo... Un abbraccio.
prof. Vittore BocchettaVerona
Pavia, si fa scuola guida
quando escono i bambini
Mia figlia frequenta la scuola d'infanzia di via Simonetta qui a Pavia e, di conseguenza, ogni giorno - all'incirca dalle 15.30 alle 16 - rischia la vita. Lei e qualche altra decina di bambini. Il perché è presto detto. Immagino che, avendo la voglia di contare tutte le vie della città, si arrivi facilmente al migliaio. Di più, forse. A Città Giardino quante saranno? Cento? Duecento? Diciamo cento.
Ebbene, tutti i giorni, dalle ore 15.30 alle 16, una scuola guida fa svolgere le lezioni esattamente di fronte alla scuola: e cosi, in quella mezz'ora, imbarazzati diciottenni, anziani che hanno deciso di imparare a condurre l'auto dopo una vita trascorsa pedalando, e comunque persone che non sanno guidare (non ancora, almeno), percorrono la via mentre, correndo e spesso sfuggendo ai genitori, decine di bambini nella via in questione si riversano.
E questo mentre gli allievi della scuola guida, come è ovvio, non posseggono ancora capacità, prontezza e perizia tali da garantire la sicurezza. Si dirà: ma accanto a loro c'è l'istruttore. D'accordo, ma poiché ci sono cento vie a Città Giardino e mille in città, perché tutti i giorni, dalle 15.30 alle 16, le lezioni di guida si svolgono proprio in via Simonetta? E', alla fin fine, una questione di banale buon senso cosi da evitare un eventuale incidente. Un istruttore di scuola guida, questo buon senso, dovrebbe averlo. Oppure no?
Lettera firmataPavia
Perché tutte queste multe
attorno al Policlinico?
Scrivo questa lettera per poter sfogare la mia rabbia. Io stesso ritengo che le leggi debbano esere rispettate, ma non sopporto quando queste vengono applicate in modo tale da approfittarsi delle persone, soprattutto se queste si trovano in un ospedale. Nel giro di pochi mesi, per nostra sfortuna, abbiamo avuto bisogno di recarci al Policlinico S. Matteo per motivi di salute. Purtroppo gli spazi disponibili per parcheggiare, sia all'interno che all'esterno della struttura, sono esigui soprattutto durante i giorni feriali o comunque a pagamento. E quindi per evitare di portare il bambino per alcuni chilometri a piedi, si deve cercare di arrangiarsi parcheggiando la macchina: è vero, in posto vietato, ma dove comunque ci sono più macchine e dove soprattutto non si intralcia il passaggio ad alcun autoveicolo.
La mia rabbia non deriva dal fatto di aver preso la multa, in quanto giusta per legge, ma perchè in questa parte della città, dove non ci sono negozi o altri servizi, le forze dell'ordine e in particolar modo i vigili urbani dovrebbero capire che le persone non parcheggiano li per andare in centro città a fare shopping, ma perchè devono recarsi in ospedale per sè o per i propri cari. Il mio sospetto è che qualcuno approfitti del fatto che il Policlinico non può «ospitare» tutte le automobili degli utenti, per poter ogni giorno infliggere multe a raffica, non bastassero già i soldi che bisogna pagare per i tiket ospedalieri.
La mia domanda ora sorge spontanea: se in quella zona non ci fosse l'ospedale, i vigili urbani ci passerebbero ugualmente più volte al giorno per controllare le infrazioni degli automobilisti? Troppo comodo andare a colpo sicuro, visto che non esiste neanche un parcheggio che non sia a pagamento. E' moralmente giusto, come nel caso accaduto il giorno 13-2-04 alle ore 18, infliggere comunque la multa a una serie di macchine parcheggiate nei pressi del parcheggio a pagamento, poichè quest'ultimo non consentiva l'ingresso al suo interno per un guasto tecnico alla sbarra? In questo caso non poteva essere usato un po' di buon senso da parte dei vigili? Purtroppo sono tutte parole «spese al vento», chi ci rimette alla fine è sempre l'utente: oltre al tiket anche la multa.
Francesco ZambianchiBroni
Grazie al San Matteo
e a Clinica Medica 2
Visto che si parla sempre male della sanità, vorrei segnalare che essendo stata ricoverata in Clinica Medica 2, reparto 19, al San Matteo di Pavia, sono stata curata dalla dottoressa Chiara Muggia e da tutte le altre dottoresse e dal personale infermieristico con professionalità e da amorevoli cure da tutti. Di questo mi sento in dovere di ringraziarli.
Agnese MezzadraPavia
Stradella, Torre Civica:
continui il buon governo
Sono passati più di nove anni da quando la lista di Torre Civica fece la sua comparsa e costitui certamente una novità nel tradizionale panorama politico amministrativo di Stradella. Essa aveva addirittura anticipato processi che sul piano nazionale sarebbero maturati soltanto più tardi. A quei progetti si sarebbe poi richiamata, quale quadro di riferimento generale, ma da quei progetti ha saputo rimanere, nel tempo, sempre autonoma.
Quella inedita coalizione di forze politiche e sociali si proponeva di dare vita a un progetto politico nuovo, ma con solide radici nelle esperienze amministrative appena concluse, a un programma di legistatura credibile, capace di misurarsi con priorità e compatibilità precise. Giunti alla vigilia del rinnovo del mandato amministrativo, pensiamo che quei progetti non siano andati, almeno per la gran parte, disattesi.
Siamo convinti che i presupposti di quel progetto avviato nove anni fa, siano stati nel corso della legistatura, coerentemente perseguiti sul piano politico come su quello programmatico.
Sul piano politico, la lungimiranza e l'originalità del progetto sono venute confermandosi, per cui pensiamo che esso abbia le carte in regola per proiettarsi nella prossima legislatura, forte in primo luogo, della partecipazione di altre forze politiche che vogliono condividere questo progetto. Costruito tenacemente e pazientemente, questo nostro progetto è stato il frutto dell'incontro di culture ed esperienze politiche diverse che hanno saputo mettere al servizio di un comune disegno politico-amministrativo una significativa pluralità di risorse e di idee.
Ci chiedavamo poi nove anni fa, se era possibile dare alla nostra città un ceto politico affidabile e adeguato all'incarico, se era possibile dare a Stradella una classe dirigente capace di rispettare le promesse di tener fede agli impegni e di governare per il bene della città, nella trasparenza, nel rispetto degli interessi di tutti. Oggi possiamo affermare che Torre Civica e il suo buon governa confemano le aspettative. L'esempio di Stradella e della lista civica che la governa è una testimonianza di come si possono costruire alleanze, sperimentare con coraggio soluzioni nuove e diverse, puntare sulle qualità delle coalizioni.
Ma mentre chiediamo ai cittadini di Stradella di rinnovare il loro consenso a Torre Civica, di quell'idea vogliamo difendere i presupposti di fondo e, insieme, le solide coordinate sulle quali l'esperienza si è costruita, le sole che ne possono garantire il successo.
Pier Carlo Sacchisegretario Ds, Stradella