Due anni per rapina impropria
PAVIA.L'accusa nei suoi confronti era quella di rapina impropria. E non è servito che la parte offesa dichiarasse la propria intenzione di perdonare l'imputato, perchè il reato è perseguibile d'ufficio e quindi non è prevista remissione di querela. Cosi Emile Ndouga, 35 anni, originario della Repubblica del Congo, è stato condannato a due anni di reclusione e 400 euro di multa. Il capo d'accusa si riferiva a un episodio avvenuto il 31 maggio 2003. Quel giorno due stranieri erano entrati nel negozio «Enrico Confezioni» di Enrico Casali, in piazza Petrarca. Il negoziante si era subito insospettito perchè uno dei due portava su una spalla un cappotto, nonostante la temperatura ormai estiva di quel periodo. Un secondo dopo che i due erano usciti, Casali si era reso conto della mancanza di un abito completo del valore di circa 330 euro. Uscito dal negozio di abbigliamento, aveva notato il più alto dei due stranieri e lo aveva afferrato per la giacca per fermarlo. LO straniero, poi identificato come Emile Ndouga, aveva opposto resistenza nel tentativo di divincolarsi. Di qui l'accusa di rapina «impropria». Va detto che il cittadino congolese, in attesa del processo, ha già scontato nove mesi di carcere. Casali ha dichiarato che riteneva ciò un giusto castigo. Ma la legge segue logiche differenti. Cosi il pubblico ministero, Stefania Di Tullio, ha chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi e a una multa di 800 euro. L'avvocato Giorgio Rusconi ha chiesto l'assoluzione, ma il collegio presieduto da Maria Grazia Bernini ha ritenuto sussistente e provata l'accusa.