Nessuno parla più di noi ex-internati

Il 25 dicembre 2003 è mancata un mio caro amico, Antonio Sacchi, abitava a Mirabello, mio compagno di gioventù e nei durissimi 22 mesi di internamento in Germania dal 1943 al 1945. A lui dedico questo accorato scritto in quanto l'avevo convolto, malgrado la sua riluttanza ad aderire alle richieste fatte da più enti circa la domanda onde ottenere un riconoscimento spettante agli ex internati militari italiani in Germamia da parte del governo tedesco.
Veniamo al riferimento riguardo il titolo: era stata pubblicata, in data 12-2-2003, sulla «Provincia Pavese», una mia lettera che aveva per titolo: Si dimenticano di noi ex internati militari italiani.
Con molto rammarico, a distanza di un anno, devo aggiornare il titolo, quel titolo, in: «Si sono dimenticati di noi ex internati militari italiani».
Il perchè è subito detto: più nessuno ne parla e, se si dice qualcosa, è per far presente che ci sarebbe in opera un palleggiamento di responsabilità fra il governo tedesco e quello italiano dovuto anche a motivi di disponibilità finanziarie.
E' umiliante il vedere un riconoscimento sacrosanto legato a bilanci statali. A questo punto non ci resta che aspettare e sperare.
Però mi permetto di fare un invito a qualche nostro concittadino a Roma. All'on. Rognoni Virginio, vice presidente del Consiglio Superiore della magistratura, ai senatori e ai deputati della nostra provincia, che si interessino della questione e ci facciano sapere. Poi a tutti: dal presidente della Repubblica a tutte le alte cariche dello Stato, ai due rami del Parlamento, anche a voi l'onore e l'occasione di cancellare un'onta che non ha ragione di essere: il riconoscimento dei sacrifici sofferti e dell'essere stati costretti ad un lavoro forzato senza nessun compenso e riconoscimento, come fossimo stati dei volontari.
Giovanni Gallaratiex internato militare italiano San Martino Siccomario

Sempre meno bambini
e sempre meno valori

La soluzione del problema demografico non è solo di natura economica, tocca anche altri valori come quelli etici. L'equilibrio tra mezzi e bisogni è labile e ciò ha un riflesso rettificabile sulle considerazioni d'interesse sociale.
Non credo che il nostro basso tasso di natalità (più basso nel nord che nel sud) sia determinato «solo» dal fattore economico. E' anche problema di natura culturale e spirituale. Che cosa mettiamo al centro dei nostri valori? Le proprie comodità o l'amore per il creato, il Creatore, la vita? Le famiglie ricche ed egoiste hanno meno figli e affetti dei nuclei familiari modesti, semplici, cristiani nel cui alloggio mancano oggetti lussuosi non necessari, ma sono presenti assai le immagini religiose e le fotografie dei propri cari.
Noi viviamo su un territorio ambientale che di fatto è poco amato, è terra di evangelizzazione ecologica e missionaria. Leggiamo pochi libri e giornali, prediligiamo rotocalchi, tv e stadi calcistici. Crediamo di essere all'avanguardia della civiltà, ma non è vero. Le nostre nascite, insufficienti a fronteggiare le morti, sono un fenomeno correlabile anche alla crisi dei valori umani, etici e spirituali, in barba ai nostri venti secoli di cristianesimo.
Sono in gioco i nostri valori di civiltà e di fiducia nell'uomo, nelle istituzioni e nella vita. Questo regime di governo non creda che è in un po' di denaro e detrazione fiscale la soluzione del problema demografico. Si pensi al rapporto della donna con il lavoro e la sua precarietà.
Si cominci, ad esempio, a rispettare la magistratura nella sua dignità, autonomia e indipendenza. Si capisca che la Repubblica fondata sul lavoro non significa sul potere del capitale e dei mass media. «Ministro» vuol dire servitore dei cittadini, degli interessi collettivi e non di parte.
Sauro RazzanoPavia

Vigevano, i poveri
tra Loria e Berlusconi

Bisogna riconoscerlo: l'assessore Loria ha il coraggio di dire la verità. Ad esempio, quando dichiara insistentemente che a Vigevano i poveri sono in aumento. Gli va dato atto che non si comporta come quei politici che vogliono nascondere sotto il belletto le magagne dell'età che avanza. No, Loria lo dice forte e chiaro: più di 6000 poveri in città, la situazione è allarmante, dietro una facciata di apparente benessere.
E' proprio confidando in questa sua schiettezza, che viene spontaneo fargli una domanda. Cosa pensa delle dichiarazioni del capo del governo (e del suo partito), secondo il quale in Italia oggi saremmo tutti più ricchi? Non ritiene che questa clamorosa divergenza di opinioni sia dovuta ad una differenza, per cosi dire, di prospettive? Berlusconi è abituato a vedere le miserie di questo mondo dall'alto e da lontano. Ultimamente gli unici bagni di folla che si consente sono con platee molto ben selezionate.
L'assessore Loria, al contrario, le miserie le vede dal basso e da vicino. Hanno i corpi, le facce, le voci di chi non si sente più garantito e affolla quotidianamente uffici e servizi del Comune.
Assessore, tenga fede alla sua schiettezza. Lo faccia sapere al suo capo come si sta veramente qua in basso, nel vecchio cuore del triangolo industriale italiano.
Riccardo Agostiniex assessore ai Servizi sociali, Vigevano

Camera di commercio:
chi è indicato dall'Ascom

Chiediamo ospitalità per una precisazione relativa ad alcune informazioni contentute nell'articolo uscito il giorno 12 corrente con il titolo «Camera di Commercio, designati i candidati al consiglio». Vorremmo precisare che Alessandro Moro, Giovanni Licardi, Michele Di Palma e Gabriele Pellissero, che sono indicati al termine dell'elenco dei consiglieri come rappresentanti, rispettivamente, del settore «turismo», «servizi», «servizi» e «servizi-Clinica Città di Pavia-Clinica Morelli», sono consiglieri indicati anch'essi dall'Associazione Commercianti della Provincia di Pavia. Come gli altri quattro (Umberto Baggini, Battista Corsico, Angelo Caserio e Giuseppe Pioltini) di cui viene correttamente indicata tra parentesi l'associazione di categoria di cui fanno parte. Ascom, infatti, è rappresentata in Camera di Commercio da 8 consiglieri, quindi è l'associazione di categoria che detiene la maggioranza relativa.
Associazione Commercianti della provincia di Pavia