Tutti in coda senza informazioni Ore di attesa a visibilità zero
PAVIA.Intrappolati per ore sull'autostrada. Senza via d'uscita. Soprattutto senza sapere nulla. Solo una lunga, estenuante attesa. Un metro ogni mezz'ora. Verso le 11 di ieri mattina, fino a Serravalle (direzione Milano) sembrava una giornata normale. Niente traffico, un po' di sole addirittura. Isoradio, però, avvertiva che da Tortona in poi c'era l'inferno. Anzi, a dire la verità, comunicava che l'autostrada era chiusa per una serie di incidenti verificatisi alla mattina presto. Uscita obbligatoria, quindi. All'altezza del casello, però, non c'e alcuna indicazione. Nè tanto meno la deviazione annunciata. «Allora si è tutto risolto» è il pensiero immediato. Con un sospiro di sollievo, si tira dritto. La nebbia si infittisce, ma niente di drammatico. E lungo la strada nessun cartello luminoso che segnali qualsiasi tipo di disagio al traffico. Si passa Casei Gerola. E' ancora tutto normale. Ma l'illusione dura ancora un chilomentro o due. Mentre la radio tranquillamente ripete che l'uscita obbligatoria è a Tortona. Possibile? Un errore? Disinformazione? Mah...
Mentre si cerca di capire perchè nessuno abbia avvertito l'ignaro automobilista che procede nella nebbia (Società Autostrade, Polizia stradale), a meno di cento metri il segnale tanto temuto: doppie frecce di macchine incolonnate. Siamo ad una ventina di chilometri buoni dalla prossima uscita, Gropello Cairoli. Di colpo ci si blocca. Brutto segnale. Non si va neppure a passo d'uomo. Passano cinque minuti. Poi un quarto d'ora. Poi un'ora. A quel punto, anche i pensieri più positivi si sgretolano.
Nessuno sa nulla. Cominciano a girare le voci più incotrollate. «Tutto bloccato fino a Pavia». «No, fino a Milano». Finalmente dopo un'ora buona, il lungo serpentone si muove. Si fa una ventina di metri, poi di nuovo fermi. Ogni tanto, qua e la, emergono dalla nebbia le torce gettate sull'asfalto. Vetri per terra, segno di frenate.
Intanto le ore passano. La nebbia, poco a poco, sale. Si può gettare un'occhiata davanti. Come un sipario, la foschia si alza lentamente. Quello che si vede è un lungo, lunghissimo, interminabile serpentone di auto e camion. Muore l'ultima speranza di sbrigarsela in fretta. In un paio d'ore i più fortunati riescono almeno a raggiungere l'autogrill di Dorno. Dall'alto lo spettacolo è ancora più impressionante. Proprio sotto, un'altra auto sventrata appoggiata al guard-rail. Molti automobilisti sono furibondi: «Perchè lasciano entrare in autostrada e non avvertono che è tutto bloccato?». Bella domanda. Verso le 13, finalmente, si riesce a coprire qualche centinaio di metri in una decina di minuti. Poco prima del casello di Gropello, la scena più raccapricciante. Un pullman semidistrutto. Alcune auto irriconoscibili sono finite sotto un paio di camion. Per terra, fazzoletti sporchi di sangue. Chi non è rimasto ferito è ancora li, seduto sul guard-rail, con gli occhi persi nel vuoto, sotto choc. Ambulanze. La Stradale guida le auto attraverso le carcasse della macchine incidentate. Si scopre che l'uscita obbligatoria è a Gropello, non a Tortona. Usciti dalla A7, però, non è finita. Posti di blocco, carabinieri, polizia. Sembra zona di guerra. La coda continua. Ci vuole un'altra ora buona per raggiungere Pavia.